Jock Sturges, la Russia gli censura e chiude la mostra

Lo sappiamo tutti che il confine tra arte e osceno è sovente sottilissimo, come tra nudo e pornografia, e la questione diventa ancora più controversa quando, come soggetti, non si parla di adulti ma di adolescenti poco più che bambini.

Se si aggiunge la rigida morale che vige in Russia, ecco scoppiare il caso: la Russia si è mobilitata contro le foto di Jock Sturges, tanto da arrivare a fargli chiudere la mostra.

L’esposizione era allestita nel cuore di Mosca, a pochi passi dal Cremlino. La decisione di chiudere la mostra è stata presa dopo che alcuni attivisti conservatori ne avevano bloccato l’accesso e un uomo – poi fermato dalla polizia – è entrato nell’edificio fingendosi un giornalista e ha gettato un mix di urina e acetone sui lavori del fotografo americano.

Le foto in questione rappresentavano bambini e adolescenti nudi.

La mostra era vietata ai minori di 18 anni, una misura che non è bastata a placare le proteste.

“Se giudicato secondo la nostra legge –  ha spiegato Anton Tsvetkov, il capo dell’organizzazione Ufficiali di Russia e membro della Camera pubblica russa – il lavoro di Sturges può esser ritenuto un crimine. Anche se le foto che hanno causato indignazione pubblica non sono presenti nella mostra non è affatto giusto collocare a soli tre minuti dal Cremlino, nel cuore di questo paese, questo fotografo pedofilo”.

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