La falsificazione dei selfie in vacanza, il caso italiano

Eleonora Gitto

La falsificazione dei selfie in vacanza, il caso italiano.

Le falsificazioni non hanno mai fine. Ce ne sono di tutti i tipi e di tutti i livelli.

Quelle truffaldine vere e proprie, quelle fatte per gioco, quelle fatte infine per vantarsi e per sembrare più importanti.

E quest’ultimo tipo di moda pare essere particolarmente sviluppato in Italia.

In Italia i falsificatori che tramite selfie simulano dei periodi di vacanza sarebbero due milioni.

Serenella Salomoni, la famosa ricercatrice, riferisce di uno studio approntato su un campione di turisti fra i 20 e i 50 anni.

Dallo studio emerge che una marea di persone mente sulla location delle vacanze, sull’hotel, sul ristorante, sulle spiagge frequentate, sulle discoteche dove sono state e così via. Che pena.

Le foto sarebbero taroccate attraverso appositi siti che mettono a disposizione foto di Vip o di località particolarmente famose.

Ma perché questa tendenza è così morbosamente diffusa in Italia?

Forse perché gli Italiani, generalmente, sono cretini dalle fondamenta e il fatto stesso di sembrare più famosi, o più facoltosi di altri, appartiene a una cultura difficile da sradicare.

Insomma, l’invidia che diventa gioco, e il gioco che diventa invidia. Tutto qua. Peggio di così non si può.

 

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