Luciana Littizzetto e la consueta letterina a Babbo Natale

La Littizzetto come ogni anno ha scritto la sua letterina a Babbo Natale

Anche se non è più una bambina, la comica torinese, puntualmente, ad ogni Natale, dal bancone di Che tempo che fa, ci tiene a scrivere la sua letterina personale a Babbo Natale.

Inutile dire che ogni volta la lettera si rivela essere un’analisi acuta e sagace delle vicende che hanno caratterizzato l’anno che volge alla fine, ed è piena di auspici per un’Italia che stenta a ripartire.

I temi cari all’ attrice comica sono sempre quelli di maggiore attualità. Si parte con la pensione: «Ti prego Babbo Santo, non andare mai in pensione perché faresti la fame” – dice ironizzando l’attrice – “Dovresti trovarti un altro mestiere per campare ma, vestito così, l’unica cosa che puoi fare è guidare i carri al Gay Pride”.

Si va dalle gaffes di Tavecchio, a Belen Rodriguez da Tiziano Ferro «che tanto di ferro non è, e che avrebbe bisogno di un antiruggine», a Mattarella che invece «avrebbe bisogno di un aiutino per scrivere un discorso di Capodanno con più verve».

Lucianina chiede a Sant Claus che un giorno Carlo Tavecchi si scopra di colore, omosessuale ed ebreo “così la smette di dire cagate nelle interviste”.

Tra le altre richieste, un set di calzini blu a Renzi, un vestito nero alla Santanché, un tonno fresco a Kevin Costner e far apparire Bruce Willis un po’ meno rincoglionito.

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