Modena, a teatro sul bus per scoprire la storia della città

VEB

Si chiama Linea F (uturo) ed è una corsa particolare in cui gli attori salgono a bordo e raccontano la storia della città di Modena.

Imparare la storia della propria città, essere immersi nella magia del teatro, divertirsi, stare a stretto contatto con gli attori, mentre si attraversa la città in autobus, è un’esperienza sicuramente unica.

Ed è questa esperienza che regala Modena, città in cui è stata inaugurata una singolare iniziativa.

La prima tappa di Linea F (uturo) è partita il 29 gennaio. Questa è una linea particolare che non si troverà nei normali percorsi della Seta e non passerà nemmeno tutti i giorni.

Su questo autobus, in cui si entra senza biglietto, si parte per un viaggio all’interno della storia di Modena.

L’iniziativa fa parte del progetto di Ert Fondazione “Un bel dì saremo (L’azienda è di tutti e serve a tutti)” finalizzato alla risistemazione dello spazio ex Amcm.

Ideatore e regista del progetto è Claudio Longhi, ora anche direttore di Ert Fondazione

“Il progetto – ha spiegato Longhi – prevede uno sviluppo biennale e da gennaio di quest’anno arriverà a compimento nel 2019, accompagnando tutto il percorso di lavoro che riguarda il recupero dell’area della ex Amcm. L’idea che abbiamo messo al centro è, infatti, quella di partire da un luogo, l’edificio dell’antica centrale elettrica di Modena, e di provare a raccontare attraverso quel luogo e la sua storia Modena nel corso del ‘900 e, più in generale, attraverso questo ulteriore specchio di Modena, le questioni cardine del secolo che ci siamo lasciati alle spalle e che credo riguardino profondamente la nostra identità”

“La centrale elettrica – continua Longhi – era nata per l’elettrificazione dei trasporti, e già questo impone all’attenzione tutta una serie di questioni: la modernizzazione, la messa a punto dell’idea di servizio pubblico, che è una delle grandi questioni che ha attraversato il secolo scorso e di cui stiamo gestendo l’eredità cercando di capire quale ne sia il destino. Poi, l’industrializzazione e la partecipazione dell’ente pubblico ai suoi processi. Non per niente il sottotitolo del progetto è proprio “L’azienda è di tutti e serve a tutti”, ovvero il vecchio slogan dell’Amcm, con questa idea della partecipazione pubblica che chiama in causa la categoria di bene comune”.

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