Nevermind, il capolavoro dei Nirvana compie 25 anni

Eleonora Gitto

Nevermind, il capolavoro dei Nirvana il 24 settembre compie 25 anni.

Proprio 25 anni fa, era esattamente il 24 settembre 1991, Nevermind vide la luce a Seattle.

Una sintesi di rock passato, presente e futuro. Un rock un po’ decadente e particolare, molto basilare, fatto di pochi suoni e di grande intensità.

Nessuna preparazione particolare per i musicisti, tutto sommato di ordinaria amministrazione.

Nevermind impiegò del tempo a salire in vetta alle classifiche, precisamente l’11 gennaio dell’anno dopo la sua uscita.

In quel periodo spopolava Dangerous di Michael Jackson. E c’erano in giro anche gruppi come i Rem, i Pearl Jam, i Red Hot Chili Peppers.

Dicono che con questo album, Nevermind, il rock ritrovasse se stesso, una rinnovata energia.

Forse perché allora stava morendo. Ma in realtà il rock non stava morendo, si stava trasformando, e le trasformazioni non erano tutte positive. Probabilmente nemmeno quella dei Nirvana.

Tuttavia Kurt Kobain diceva: “Qui si parla di amore. O di confusione, che spesso è il risultato dell’amore: perché tutte le nostre relazioni, a un certo punto, diventano incomprensibili”.

Siamo d’accordo. Ma questo amore va tradotto in musica nelle forme della vita, e non nelle forme della morte. Qui è la grandezza, ma anche il grande limite dei Nirvana.

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