Marina Nalesso e la libertà di indossare il crocifisso

VEB 3

Secoli di lotte, spesso intestine, per riuscire ad ottenere la tanto agognata libertà di religione e proprio l’Italia, che si vanta del traguardo raggiunto, scatena addirittura una sommessa su internet per la scelta di una giornalista di indossare al collo un crocifisso, simbolo evidente della sua rete.

Nello specifico, la giornalista Marina Nalesso, anchor woman del Tg1, è divenuta bersaglio di critiche sul web per aver indossato un vistoso crocifisso al collo durante la conduzione del telegiornale.

“La religione deve essere un atto privato”, ha tuonato un internauta, “ma nessuno dice nulla?“, si è chiesto un altro. “Stima per la giornalista Rai. La nostra fede non deve essere nascosta”, è invece il testo di un tweet, “grazie per il tuo esempio”, si legge in un altro.

Critiche assolutamente contrapposte, tra chi condanna la scelta di “ostentare” la fede sulla televisione di Stato e chi difende la libertà di poter mostrare liberamente i simboli del proprio credo.

La Nalesso dal canto suo non si è fatta intimidire dalle critiche e a FanPage ha dichiarato che lo fa “per fede e per dare una testimonianza”, anche se non può dire altro perché “a noi giornalisti Rai non è permesso rilasciare interviste senza l’autorizzazione dell’azienda”.

La Rai, del resto, non ha un codice che vieta ai giornalisti di indossare accessori particolari, al contrario di quanto accade in alcuni Paesi del Nord Europa dove giornalisti che hanno scelto di indossare un crocifisso in diretta sono stati oggetto di critiche.

3 thoughts on “Marina Nalesso e la libertà di indossare il crocifisso

  1. La fede non è un affare privato. Ogni cristiano è tenuto/a ad annunciare IL PROPRIO SIGNORE come fanno gli altri e come crede più opportuno. Pertanto pretendiamo lo stesso rispetto delle altre religioni o volete essere etichettati come CRISTIANIOMOFOBI? Pensateci, anzi come direbbe qualcuno: “prima di sparare pensa…”!

  2. Che cosa si direbbe se si fissa presentata col velo o con una svastica al collo?
    Libertà di religione e di espressione o ostentazione propagandistica?

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