Oms, anche la Guinea è ufficialmente libera dall’Ebola

È stato uno dei virus che più ha spaventato negli ultimi anni, per alcuni mesi si è addirittura temuta una pandemia a livello mondiale, eppure per fortuna la scienza ha lavorato abbastanza in fretta ed efficacemente per limitare i danni e chiudere la sua battaglia contro l’Ebola con solo qualche centinaia di vittime da piangere, e non milioni come si era ad un certo punto tenuto.

Ed ora, a mesi di distanza dallo scampato pericolo, quando ormai in occidente già non se ne parla più, anche la Guinea è stata ufficialmente dichiara libera dal terribile e mortale virus.

“L’epidemia di Ebola nella Repubblica di Guinea è finita” ha dichiarato Mohamed Belhocine direttore dell’Oms per il Paese. L’ultima paziente dichiarata ufficialmente guarita a novembre e considerata l’ultimo caso nel Paese è stata Noubia, una bambina di poche settimane, nata con il virus, curata e tenuta ricoverata per precauzione a lungo, ma sopravvissuta, al contrario di sua madre.

Da allora si sono dovuti attendere 42 giorni senza nessun nuovo caso di contagio, che corrispondono al periodo d’incubazione, per avere la certezza di aver debellato del tutto il virus.

Ma l’Oms invita a non abbassare la guardia: “I prossimi mesi saranno assolutamente critici”, ha osservato Bruce Aylward, rappresentante speciale del direttore generale dell’Oms per la risposta a Ebola. “I Paesi dovranno essere pienamente in grado di prevenire, identificare e rispondere ad eventuali nuovi casi. La persistenza limitata nel tempo del virus nei sopravvissuti che può causare nuove recrudescenze – ha aggiunto – rende imperativo che i partner continuino a sostenere questi Paesi”.

La Guinea è proprio il Paese da dove nel 2013 si manifestò il primo caso spezzando la vita a un bimbo di 2 anni, nell’arco di poche settimane il virus cancellò l’esistenza di tutta la sua famiglia, tranne il padre. I sopravvissuti di Ebola sono stati importantissimi per la lotta contro il virus, dai loro anticorpi infatti è stato estratto il principio per creare i primi vaccini che hanno di fatto contribuito a fermare l’epidemia.

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