Oscar, quale film rappresenterà l’Italia?

Proprio in queste si sono concluse le procedure di iscrizione per i film di nazionalità italiana che desiderano concorrere alla selezione del candidato italiano all’Oscar 2018 per la categoria del miglior film di lungometraggio in lingua straniera.

Ed alla fine sono 14 i film italiani distribuiti sul nostro territorio nazionale tra il 1 ottobre 2016 e il 30 settembre 2017 che hanno deciso di iscriversi alla selezione.

Le pellicole in elenco sono: A ciambra di Jonas Ash Carpignano, Cuori puri di Roberto De Paolis, L’equilibrio di Vincenzo Marra, Una famiglia di Sebastiano Riso, Fortunata di Sergio Castellitto, Gatta Cenerentola di Alessandro Rak – Ivan Cappiello – Marino Guarnieri – Dario Sansone, Ho amici in Paradiso di Fabrizio Maria Cortese, L’ora legale di Salvatore Ficarra e Valentino Picone, L’ordine delle cose di Andrea Segre, Sicilian Ghost Story di Antonio Piazza e Fabio Grassadonia, La stoffa dei sogni di Gianfranco Cabiddu, La tenerezza di Gianni Amelio, Tutto quello che vuoi di Francesco Bruni e La vita in comune di Edoardo Winspeare.

La commissione – istituita presso l’ANICA su richiesta dell’Academy Award e che dovrà designare il candidato italiano – si riunirà il prossimo 26 settembre.

Difficile prevedere quale film sarà scelto dalla commissione dell’ANICA per concorrere come miglior film straniero. Se fosse possibile fare un pronostico, il più accreditato potrebbe essere il film di Gianni Amelio, “La Tenerezza, che vede protagonisti Micaela Ramazzotti, Elio Germano e Giovanna Mezzogiorno.

Gatta Cenerentola di Alessandro Rak può concorrere anche per il miglior film d’animazione.

Tra i favoriti anche Fortunata di Sergio Castellitto con Jasmine Trinca e Stefano Accorsi, già apprezzato all’ultimo Festival di Cannes.

La strada per l’Oscar è comunque ancora molto lunga, se non altro perché la premiazione non si terrà che il 4 marzo 2018.

Ricordiamo che per molti anni l’Italia ha conosciuto l’ebrezza della vittoria ai Premi Oscar grazie a registi come Fellini e De Sica, poi è stata la volta di Salvatores e quindi di Benigni e infine di Sorrentino.

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