Perché nei nostri cimiteri ci sono proprio i cipressi?
Perche nei nostri cimiteri ci sono proprio i cipressi

La maggior parte dei fiori e degli alberi hanno un loro significato intrinseco, almeno nella nostra cultura: per fare forse l’esempio più noto, basti pensare a un fascio di rose rosse da regalare alla persona amata per dimostrare tutta la propria passione.

Alcune piante, poi, sono tipicamente decorative ed altre, come le orchidee, sono il regalo ideale quando si è invitati in una casa e si vuol fare bella figura, mentre altre ancora hanno significati più “nefasti”.

I cipressi, ad esempio, nell’immaginario comune sono legati all’immagine della morte e sono infatti gli alberi che maggiormente si trovano nei cimiteri: ma perché?

Cimitero Aquileia (Foto@Wikipedia)

La scelta del cipresso come pianta associata alla morte risale addirittura agli egizi, che usavano il suo legno per creare tombe e sarcofagi, mentre si dovrà aspettare gli antichi romani per cominciare a riscontrare la sua funzione ornamentale e simbolica, come elevazione spirituale vista anche l’imponente altezza del suo fusto.

Per diverse culture, poi, il cipresso era simbolo di immortalità per le foglie sempreverdi e il legno, considerato incorruttibile, dato che nella mitologia fu addirittura usato per intagliare la freccia di Eros, lo scettro di Zeus e la mazza di Ercole.

Per la scienza, semplicemente, la scelta è caduta proprio sul cipresso per l’adattabilità della pianta a substrati diversi e per la capacità di rimineralizzare diversi tipi di terreni, senza contare che il cipresso è l’unico albero che mette le radici solo in verticale: in buona sostanza il cipresso non espande le proprie radici contro le tombe, rischiando di romperle.

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