Pfizer, un altro colosso abbandona la ricerca di farmaci per l’Alzheimer
Alzheimer, attenzione alla sonnolenza diurna

Le malattie neurodegenerative sono un insieme variegato di malattie del sistema nervoso centrale, accomunate da un processo cronico e selettivo di morte cellulare dei neuroni.

Tra le più note malattie neurodegenerative più famosi ci sono l’Alzheimer e il Parkinson.

Entrambe le patologie sono diffuse negli anziani, tuttavia, mentre l’Alzheimer colpisce specialmente (ma non esclusivamente) dopo i 65 anni, invece la malattia di Parkinson tende a verificarsi prima: la maggior parte dei casi si verifica a partire dai 50 anni di età.

Il morbo di Parkinson è dato dalla morte – causata da fattori eziologici ancora non del tutto chiari – delle cellule non corticali che sintetizzano e rilasciano la dopamina e che si trovano nella substantia nigra, una regione del mesencefalo, facendo parte di un complesso circuito di nuclei nervosi che prende il nome di “sistema dei gangli della base”.

La malattia di Alzheimer invece colpisce la memoria e le funzioni cognitive, si ripercuote sulla capacità di parlare e di pensare ma può causare anche altri problemi fra cui stati di confusione, cambiamenti di umore e disorientamento spazio-temporale.

Mentre la malattia di Alzheimer determina disturbi soprattutto comportamentali , il morbo di Parkinson determina disturbi soprattutto motori: all’esordio della malattia, i sintomi più evidenti sono legati al movimento, ed includono tremori, rigidità, lentezza nei movimenti e difficoltà a camminare.

Purtroppo, non sono disponibili cure farmacologiche risolutive e l’assistenza grava per l’80 % dei casi sulla famiglia che deve dedicare l’intera giornata alla gestione del malato pagando un importante prezzo sia in termini di stress psicologico che in termini economici.

Pfizer, un altro colosso abbandona la ricerca di farmaci per l’Alzheimer

Pfizer un altro colosso abbandona la ricerca di farmaci per Alzheimer

Negli ultimi anni la ricerca ha fatto passi da gigante, ma a quanto pare non abbastanza da continuare ad investirci: questa la drastica e drammatica decisione presa in queste ore da un colosso farmaceutico.

Nello specifico, il colosso farmaceutico Pfizer ha deciso di gettare la spugna decidendo di abbandonare la ricerca di farmaci contro l’Alzheimer: dietro l’addio la valutazione di come gli investimenti messi in campo fino ad ora non siano stati sufficienti, così come per il Parkinson, a ottenere risultati degni di nota contro il morbo.

Pfizer negli ultimi anni ha investito pesantemente per sviluppare cure contro le due patologie a causa dell’elevata richiesta, ma è andata incontro a grandi delusioni ogni volta che prodotti che sembravano promettenti non hanno ottenuto i risultati sperati durante i test.

Alla fine dello scorso anno, un farmaco anticorpo infuso nei corpi dei pazienti, prodotto da Eli Lilly, non ha avuto un effetto significativo sulla malattia. In precedenza, nel 2012, anche un farmaco messo a punto dalla stessa Pfizer, in joint venture con Johnson & Johnson ed Elan Pharmaceuticals, simile al farmaco Lilly, aveva fallito il suo scopo. La speranza è ora appesa a due studi su una pillola simile studiata da Eli Lilly e da AstraZeneca, i cui risultati dovrebbero essere resi noti ad agosto.

Oltre al danno dello stop alla ricerca, anche la beffa: la società americana ha comunicato che licenzierà 300 persone nel settore delle neuroscienze ad Andover e Cambridge, nel Massachusetts, e a Groton, nel Connecticut, riallocando i fondi ad altri programmi di ricerca.

Negli scorsi mesi già Merk aveva abbandonato l’idea di trovare una soluzione contro questo genere di patologie che stanno devastando l’umanità, le cui cure sembrano un obiettivo pressoché irraggiungibile.

 

Angela Sorrentino

Laureanda, content writer professionista, in attesa di patentino giornalista pubblicista, si occupa principalmente di contenuti legati alla sanità italiana e alla tecnologia.

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