Radiohead hanno avvolto e incantato Firenze col loro live

Migliaia di fans hanno aspettato, trepidanti e per mesi, che i loro beniamini tornassero nuovamente con un live in Italia , e non sono rimasti affatto delusi: i Radiohead ancora una volta sono stati capaci di infiammare la folla con la loro musica e la loro incontenibile energia.

Alla Visarno Arena del Parco delle Cascine di Firenze le misure di sicurezza sono state ferree, gli zaini controllati, gli ingressi divisi per settori, verde, rosso, giallo e blu in base al tipo di biglietto, le file quasi interminabili, ma tutte le difficoltà dei fans sono state ripagate non appena la musica ha preso a spandersi tra gli spalti.

Thom Yorke e i suoi Radiohead hanno preso per mano Firenze, incantandola e avvolgendola con la loro musica polimorfa e mutevole, estasiando gli oltre 40 mila presenti.

Un grande effetto di luci bianche liberate sopra il palco come colombe, ha dato il via al live: il primo pezzo è statao la delicata Daydreaming, voce e piano , da Moon Shaped Pool, ultima fatica che ha visto la luce lo scorso anno.

I tre schermi ovali vengono usati in maniera non banale: qualche volta interagiscono con la canzone, con immagini astratte. Più spesso mostrano la band ma filtrata come da un caleidoscopio, in maniera distante dal classico mega-schermo da concerto.

La scaletta è costruita ad arte:“Ful stop” alza subito i ritmi, e la chitarra di “Airbag”, accolta da un boato, riporta ai tempi di “Ok computer”, che la fa da padrone, con ben sei pezzi in scaletta, più dell’ultimo “A moon shaped pool” (cinque).

E non potevano certo mancare nel bis le due canzoni che hanno reso il gruppo celebre alla fine dello scorso secolo: “Paranoid Android e “Karma Pollice”.

Lontani sono i tempi in cui la band, in piena trasformazione artistica, proprio a Firenze prima della pubblicazione del rivoluzionario Kid A a inizio anni zero interrompeva qualche brano perché il pubblico accoglieva le novità con un chiacchiericcio insistente.

Ora Thom Yorke è di ottimo umore, salta, saluta, fa versi curiosi, parla spesso in italiano, l’Italia sta diventando la sua nuova patria complice un nuovo amore italiano. Si è concesso comunque molte poche divagazioni fra un brano e l’altro, con qualche italianismo alla buona come il suo «Buonasera» pronunciato dopo i primi tre brani, o un «Vi amo», partitogli a metà concerto.

Un trionfo accolto da un pubblico estasiato che ha benedetto quanto speso per i biglietti.

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