Roma, domenica il referendum per la privatizzazione del trasporto

La questione è di quelle spinose, che l’amministrazione non ha saputo risolvere negli ultimi anni, ed ora la patata bollente passa ai cittadini: domenica 11 novembre ci sarà un referendum consultivo per la messa a gara del trasporto pubblico locale, promosso da Radicali Italiani e Radicali Roma.

Verrà chiesto ai cittadini romani se vogliono cambiare il sistema dei trasporti della Capitale tramite un processo di liberalizzazione.

Ad oggi per il tpl romano il Comune paga ogni anno ad Atac 560 milioni di euro per effettuare 153.025.644 chilometri fra bus, elettrici, filobus, tram e le tre linee di metropolitana, mentre versa altri 100 milioni di euro l’anno alla società privata Roma Tpl Scarl – un consorzio di ditte private laziali guidato dalla famiglia Cialone e partecipato anche da Umbria Mobilità e Vt Marozzi – per 28 milioni di chilometri su gomma in periferia.

Atac però non è in grado di soddisfare il contratto di servizio pubblico firmato con il Comune di Roma. È di fatto inadempiente, tanto che nel 2017 i servizi non resi sono stati nell’ordine del 16 per cento, con un picco nella seconda parte dell’anno.

Strozzata da quasi 1,5 miliardi di debiti e anni di perdite di bilancio a 9 cifre, è stata ammessa al concordato preventivo dal Tribunale fallimentare di Roma, in attesa dell’assemblea dei creditori.
Quale sarà la soluzione?

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