Roma in tilt: protesta anti-Uber dei tassisti

Eleonora Gitto

Roma è andata letteralmente in tilt per quella che è stata battezzata “protesta anti-Uber” dei tassisti.

La protesta in atto che vede protagonisti i tassisti di mezza Italia, di fatto, è contro l’emendamento inserito nel decreto Milleproroghe il quale, secondo i manifestanti, favorirebbe servizi alternativi, come Uber o il noleggio senza conducente (Ncc).

Niente taxi, dunque, in molte città italiane e il Garante per gli Scioperi si rivolge ai Prefetti per stabilire la regolarità dello sciopero che ha privato i cittadini all’improvviso del servizio.

L’emendamento, firmato da Lanzillotta e Cociancich, rinvia a fine 2017 il termine entro il quale il Ministero delle Infrastrutture dovrà emanare un provvedimento che impedisca “l’esercizio abusivo dei taxi e quelle di noleggio con conducente”, incluso Uber, mentre si elimina la “territorialità” delle auto Ncc che potranno continuare a lavorare liberamente.

E così Roma si ritrova nel caos totale. Vicino al Senato la circolazione è stata fermata e gli autobus sono stati deviati.

Da Fiumicino e Ciampino le auto bianche hanno raggiunto il Senato lasciando a piedi molti cittadini.

L’Aeroporto di Roma, intanto, per sopperire all’improvvisa carenza di taxi sta organizzando un servizio di navette da e per la città.

E le cose, a quanto pare, sono destinate a peggiorare. Molti tassisti, infatti, non intendono abbassare la guardia, anzi, hanno tutta l’intenzione di alzare il livello dello scontro bloccando i centri delle città per paralizzare completamente il traffico.

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