Sex Pistols, 40 anni dal brano che rivoluzionò il punk

Anarchy in the UK fu il vero punto di svolta, la dinamite punk con cui i Sex Pistols distrussero per sempre le regole dell’industria musicale: sono passati 40 anni da quella storica data e quell’evento rimane indelebile nella mente di quanti seppero capire fin da subito la portata di quella rivoluzione.

La prima volta che i Sex Pistols suonarono Anarchy in the UK dal vivo fu a Manchester, nella seconda delle due storiche apparizioni in città nell’estate del 1976: la loro invettiva violenta e sconclusionata traboccante furore e sound sporchissimo riuscì ad arrivare al grande pubblico, grazie al produttore Malcolm McLaren, che aveva ottenuto un contratto con la Emi.

Nel documentario diretto da Julien Temple The Filth and the Fury, John Lydon, all’epoca Johnny Rotten, ha raccontato che, scrivendo il testo della canzone, il primo verso che gli era venuto in mente era stato “I am an antichrist”. Pur smentendo a posteriori ogni premeditazione, Lydon aveva comunque usato un’immagine fortemente sediziosa, evocando un’idea apocalittica in un momento storico dominato dalla crisi economica e ideologica.

I Pistols parlavano con rabbia e disprezzo a una generazione senza soldi, senza prospettive e senza più ideali.

Spinto dalla pessima reputazione che la band di Johnny Rotten, Glen Matlock, Steve Jones e Paul Cook aveva acquisito grazie agli scandali cercati e casuali nei quali lo scaltro manager sapeva sguazzare, il singolo entrò nei Top 40 del Regno Unito.  Avrebbe comunque raccolto consensi ben maggiori se l’etichetta, terrorizzata dalle gazzarre e dagli “incidenti” che erano inseparabili compagni del gruppo, non avesse deciso di ritirarlo dal commercio il 6 gennaio del 1977, rescindendo il contratto firmato in ottobre e lasciando naturalmente in mano alla congrega Sex Pistols/McLaren le 40,000 sterline versate come anticipo.

«Abbiamo messo sotto processo l’Inghilterra conservatrice del tempo, ingenuamente magari, ma l’abbiamo fatto» rivendicava qualche tempo fa Johnny Rotten.

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