Ti è mai capitato di vedere una persona che ti somiglia in modo impressionante, tanto da farti pensare: “Esiste davvero un mio sosia in giro per il mondo?” L’idea affascina da sempre l’immaginario collettivo, ma oggi è anche oggetto di studi scientifici. Scopriamo insieme cosa c’è di vero dietro il fenomeno dei doppelgänger, tra antiche superstizioni e scoperte genetiche.

Doppelgänger: dalle leggende oscure alla ricerca moderna
Il termine “doppelgänger” deriva dal tedesco e significa letteralmente “colui che cammina doppio”. Nel folklore, rappresentava un presagio nefasto: un’apparizione spettrale identica a una persona vivente, spesso considerata simbolo di morte imminente. Ma questo concetto non è esclusivo della cultura germanica.
- In Irlanda, si parlava dei fetch, spiriti gemelli che precedevano eventi funesti.
- Nei paesi scandinavi, invece, si credeva nei vardøger, entità che si manifestavano prima dell’arrivo della persona reale.
Questi racconti, tramandati nei secoli, associavano il sosia a esperienze misteriose e premonizioni. Tuttavia, al di là del fascino dell’occulto, oggi sappiamo che le spiegazioni possono essere molto più razionali.
Quando la mente ci gioca brutti scherzi: sindromi da disidentificazione
In ambito medico, alcuni fenomeni legati all’apparizione di “doppi” possono essere spiegati con disturbi neurologici. Le cosiddette sindromi deliranti da disidentificazione, analizzate in psicopatologia clinica, includono condizioni in cui il cervello interpreta in modo errato i volti familiari, arrivando persino a creare la percezione di un proprio sosia.
Secondo studi pubblicati su riviste specialistiche come Frontiers in Psychology e The Lancet Psychiatry, questi disturbi possono comparire in soggetti affetti da schizofrenia o danni cerebrali focali.
I sosia reali esistono? La genetica dice sì (con qualche riserva)
Ma al di là delle illusioni mentali, cosa dire dei casi in cui due persone sconosciute si assomigliano davvero?
Una ricerca pubblicata sulla rivista Cell Reports (agosto 2022) da un team guidato dal biologo genetico Manel Esteller ha dimostrato che le persone con forti somiglianze fisiche condividono tratti genetici comuni. Lo studio ha analizzato il DNA di diversi “sosia reali”, trovando che hanno più sequenze genetiche simili rispetto alla media della popolazione.
Inoltre, non solo i geni legati all’aspetto fisico (occhi, capelli, struttura ossea), ma anche quelli collegati al comportamento e alla personalità tendevano a essere simili. Questo suggerisce che la somiglianza non è solo esteriore, ma potrebbe avere anche basi neurologiche e psicologiche.
Ma ognuno di noi ha un sosia?
Secondo una credenza popolare (non supportata scientificamente), ognuno di noi avrebbe in media sette sosia nel mondo. Anche se non esistono prove certe, il concetto è sostenuto dalla combinazione limitata di tratti genetici umani, che rende possibile la ripetizione casuale di caratteristiche fisiche simili in individui non imparentati.
Inoltre, il nostro cervello è programmato per riconoscere volti in base a tratti generali, piuttosto che su una corrispondenza perfetta, come spiega il neuroscienziato Olivier Pascalis dell’Università di Grenoble in un’intervista alla BBC. Questo meccanismo di riconoscimento può portare a percezioni distorte o semplificate, che ci fanno vedere somiglianze anche dove non esistono realmente.
Sosia digitali: quando la rete ti trova il gemello
Nell’era dei social e dell’intelligenza artificiale, trovare un proprio “doppio” è diventato un gioco (quasi) da ragazzi. Piattaforme come Twin Strangers utilizzano algoritmi di riconoscimento facciale per mettere in contatto utenti da tutto il mondo che si somigliano visivamente.
Questi strumenti, supportati da tecnologie AI avanzate, analizzano le fotografie caricate per trovare corrispondenze tra milioni di volti presenti nel database. Il fenomeno ha attratto l’interesse anche di testate come National Geographic e BBC Science Focus, che ne hanno approfondito l’impatto sociologico e tecnologico.
In conclusione
I sosia non sono solo una leggenda del passato: tra folklore e genetica, la scienza conferma che somiglianze sorprendenti tra sconosciuti sono possibili. Che siano il frutto della genetica, di illusioni mentali o di una buona app, i “doppioni” ci affascinano perché mettono in discussione la nostra unicità. E se dovessi incontrare il tuo sosia? Nessuna paura: non è un cattivo presagio, ma solo una delle tante stranezze dell’umanità.
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