Tom Hanks, avvocato idealista nella pellicola di Spielberg

Nelle sale italiane arriverà tra una manciata di giorni e l’attesa è tanta, soprattutto perché, nei molteplici ruoli che Tom Hank ha interpretato nell’ormai lunga e fruttuosa carriera, mancava giusto il ruolo che interpreta brillantemente proprio nella pellicola che arriverà nei cinema nostrani il prossimo 16 dicembre.

Dopo il successo valso l’oscar come miglior protagonista a Daniel Day-Lewis per Lincoln, Spielberg torna al cinema con Il ponte delle spie, e Tom Hanks interpreta l’avvocato James B. Donovan, difensore di una spia russa catturata sul suolo americano durante la guerra fredda, Rudolf Iwanowitsch Abel.

Convinto sostenitore della giustizia e della tutela dei diritti umani, Donovan non si tira indietro neanche quando gli viene assegnato l’incarico di negoziare lo scambio di Francis Gary Powers (un pilota americano catturato in Unione Sovietica), con il suo cliente russo.

Donovan incarna questo spirito alto e nobile, nella sua semplicità che confina con l’ingenuità: per questo combatte l’ipocrisia e la diffidenza che lo circondano, cercando di imporre un processo equo alla spia, diritto tutelato dalla Costituzione: “La chiamano così – afferma chiarendo i suoi principi – ed è ciò che ci rende americani”.

Ne Il ponte delle spie, Spielberg da parte sua riconferma invece il suo ruolo da regista di culto, sottolineando alcuni dei suoi tratti più caratteristici: il rapporto tra le origini e l’allontanamento dalla propria casa, o l’individuo qualsiasi che nella vita di tutti i giorni riesce ad essere un eroe.

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