Trekking, come unire utile e dilettevole

Quanti di noi amano la natura, sia essa campagna o montagna, ed allo stesso tempo odiano andare a rinchiudersi in una palestra, quando si ha qualche problemuccio di peso o semplicemente ci si vuole tenere in forma per star bene con se stessi e gli altri?

E allora la soluzione migliore, che unisce l’utile al dilettevole, si chiama trekking.

Il trekking altro non è che un modo di guardarsi intorno, esplorando l’ambiente circostante, ma attraverso lunghe ed anche faticose camminate.

Questa disciplina, infatti, non è adatta proprio a tutti: durante alcuni percorsi ci si può trovare ad affrontare dislivelli elevati e grandi distanze, su terreni magari scoscesi, imprevedibili, accidentati e difficili, senza contare che sovente per raggiungere alte quote ci si trova a percorrere dislivelli elevati.

Gli appassionati in genere, poi, prediligono le zone di montagna: non a caso, in Italia una delle mete più gettonate è il Trentino, con le sue vette molto elevate.

Fondamentale chiarire che in questa disciplina non si improvvisa nulla: si pianifica attentamente l’itinerario da esplorare, le salite e le discese da affrontare, la latitudine da raggiungere, le condizioni meteo previste.

E non meno essenziale essere ben attrezzati portando con sé diversi oggetti che sono obbligatori, per la propria sicurezza e per quella degli altri compagni di avventura: zaino, tenda da campo, sacco a pelo, saccolenzuolo, telo di nylon, fornello da campo, stoviglie e posate, scorte di acqua e di cibo.

Infine, come per ogni attività, bisogna procedere per gradi: all’inizio ci si dovrà “accontentare” di esplorare luoghi “sicuri” e poco avventurosi, per acquisire tecnica e resistenza, per poter affrontare al meglio, alla fine, anche i viaggi più “estremi”.

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