Treviso, chiuso studio che praticava aborti clandestini

Nonostante ormai la legge tuteli le donne e il loro diritto di scelta, con la possibilità di abortire solamente con il consenso della donna stessa, ancora troppe persone sfuggono alla legge e al normale iter ospedaliero, preferendo rivolgersi a strutture illegali, ed inutile dirlo, male attrezzate, rischiando persino la vita.

Nelle scorse un uomo è stato denunciato con l’accusa di esercizio abusivo della professione medica e di tentata interruzione di gravidanza con pratiche clandestine: si tratta di P.B, 40enne residente nella prima periferia della città di Treviso, in zona Ovest.

A indirizzare gli agenti nella casa di P.B, comunemente noto nell’ambiente come “Dottor Prince”, erano state alcune segnalazioni da parte dei residenti della zona che da tempo ormai vedevano un via vai di uomini nei pressi della sua abitazione, tanto che le forze dell’ordine a lungo hanno pensato potesse trattarsi di un circuito legato alla vendita di stupefacenti.

Il sedicente medico invece aveva adibito il soggiorno della sua abitazione in affitto a improvvisato ambulatorio medico, privo però di ogni accortezza sanitaria. Gli attrezzi utilizzati per gli interventi sono stati trovati all’interno di un comune secchio per le pulizie di casa immersi in acqua corrente. Non sono stati trovati apparecchi per la sterilizzazione e nemmeno pentole sul fuoco per far bollire acqua in cui immergere i ferri.

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