Triangolo delle Bermuda, un pilota la svolta nella soluzione del mistero

Redazione

L’investigatore Peter Leffe dopo un’accurata ricerca sul mistero del Triangolo delle Bermuda, ha affermato, in un documentario, di aver risolto una delle più famose sparizioni, nella nota area, dopo aver identificato un “indizio chiave” nel caso.

La regione vagamente definita dell’Oceano Atlantico del Nord prende il suo soprannome di Triangolo delle Bermuda, o Triangolo del diavolo, a causa del numero di velivoli e navi che sono scomparsi nelle sue vicinanze. Uno degli incidenti più famosi avvenne il 5 dicembre 1945, quando cinque bombardieri della Grumman TBM Avenger degli Stati Uniti scomparvero dopo aver perso i contatti durante un volo di addestramento dalla stazione aerea navale di Fort Lauderdale, in Florida. Tutti i 14 aviatori sul volo furono dichiarati dispersi, così come tutti i 13 membri dell’equipaggio di una nave Martin PBM Mariner che successivamente partì dalla stazione aerea navale per cercare il volo 19. 

Dopo un’indagine approfondita, la Marina americana non è stata in grado di determinare la causa esatta della perdita del volo 19, ma decenni dopo, l’esperto di aviazione Peter Leffe ha affermato di aver risolto il caso. 

Durante il documentario “Inside The Bermuda Triangle” ha rivelato perché pensa che il capitano di volo, il tenente Charles Carroll Taylor, possa essere fondamentale per spiegare il mistero.

In precedenza Leffe aveva dichiarato: “Ad un certo punto, durante la seconda o la terza tappa, Taylor si è convinto che in qualche modo avevano preso una rotta sbagliata“. 

I piloti sono in genere addestrati a fare affidamento sui loro strumenti.  Taylor stava vedendo terra ed era stato formalmente nella sua sede a Miami e aveva familiarità con la zona, difatti nella comunicazione dice ‘Sono sopra le Florida Keys, non so come siamo arrivati ​​qui‘”. 

A questo punto, è così disorientato che pensa di essere nel Golfo del Messico.

Leffe ha continuato a raccontare perché ha tenuto questo punto di vista, spiegando che la confusione del pilota Taylor sulla sua posizione è stata ascoltata da un altro pilota che volava nelle vicinanze.

Aggiunge: “Era il volo numero 74 – comandato dal tenente Cox – e parte della conversazione era con Taylor. Mentre Cox volava a sud, le trasmissioni tra due velivoli diventavano sempre più deboli“. 

Erano divergenti, piuttosto che convergenti, e questa è una prova significativa che ci aiuta a essere sicuri che Taylor non è mai stato vicino alle Florida Keys.” 

Leffe quindi continua su questo importantissimo indizio: “Secondo le trascrizioni delle trasmissioni radio, la confusione di Taylor sulla sua posizione è stata ascoltata da un altro pilota che volava sopra la terraferma“. 

Ma la comunicazione tra i piloti pian piano va indebolendosi. Gli operatori radio della Florida Keys sulla terraferma hanno segnato la posizione del volo 19 lontano dalla costa del Golfo, da qualche parte nell’Oceano Atlantico“. 

Questi rapporti indicano che Taylor stava sorvolando le Isole Bahama e le ha scambiate per le Florida Keys. Nei registri radio, Peter Leffe ha scoperto un indizio chiave che illustra il peggioramento della confusione di Taylor.

Leffe continua nella spiegazione: “Quando ha iniziato a chiamare il loro volo MT-28, anziché FT-28, indicava chiaramente che la sue freschezza mentale si stava affievolendo”. 

Era convinto di essere da qualche parte dove non era. Tutte queste cose potrebbero essere coerenti con il suo stato mentale non all’altezza e ciò si ricollega a lui che, pare abbia chiesto, di essere sollevato dal comando in quel particolare giorno.” 

Un rapporto della commissione d’inchiesta della Marina di 500 pagine affermava che Taylor non aveva colpe perché la sua bussola aveva smesso di funzionare. 

I problemi della bussola sono una delle frasi più citate in molti incidenti del Triangolo delle Bermuda.  

Mentre alcuni hanno teorizzato che potrebbero esistere anomalie magnetiche locali insolite nell’area, nessuna prova di ciò è stata trovata. 

Le bussole presentano variazioni magnetiche naturali in relazione ai poli magnetici, un fatto che i navigatori conoscono da secoli.  

Il nord magnetico e il nord geografico sono esattamente gli stessi solo per un numero limitato di luoghi, ad esempio dal 2000 negli Stati Uniti, solo quei luoghi su una linea che va dal Wisconsin al Golfo del Messico. 

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