Tumore in sperimentazione vaccino per evitare le chemio

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Ogni anno muoiono di cancro quasi 9 milioni di persone (per l’esattezza 8,8 milioni), vale a dire quasi come tre volte gli abitanti di città grandi come Roma. Nonostante i grandi progressi nella ricerca, secondo gli esperti nel 2030 il cancro sarà la principale causa di morte nel mondo, dove saranno diagnosticati fino a 21,6 milioni di nuovi casi all’anno.

E se si va più nello specifico i dati sono agghiaccianti: i tumori infantili ad esempio fanno registrare un tasso di sopravvivenza dell’80% nei paesi avanzati, che crolla al 20% in quelli più poveri.

E la radioterapia, raccomandata in oltre la metà dei tipi di tumore, è sostanzialmente inaccessibile per il 90% degli abitanti dei paesi in via di sviluppo. Le categorie più colpite sono quelle svantaggiate come migranti, rifugiati, indigeni, popolazioni a basso reddito.

In generale, il concetto di guarigione, nel caso del cancro, è legato al fattore tempo: proprio perché nella maggior parte dei casi non si può essere del tutto certi che la malattia, sebbene localizzata, sia stata rimossa del tutto e che non vi siano in giro per l’organismo cellule maligne pronte a dare luogo a recidive locali o a metastasi, si considera generalmente guarita la persona che, dopo 5 anni dal termine delle cure, non manifesti più segni o sintomi di malattia. In alcuni casi (come alcune forme di tumore polmonare o della prostata) si preferisce addirittura aspettare 10 anni prima di sciogliere la prognosi. Questo non significa che la persona sia sottoposta continuamente a cure, anzi: spesso queste si concentrano nei primi mesi dopo la diagnosi e, in seguito, si procede solo con controlli periodici.

La chirurgia è l’opzione principale nella maggior parte dei tumori solidi. Talvolta, per facilitare il lavoro del bisturi, si tenta di ridurre la dimensione del tumore con una chemioterapia o una radioterapia pre-operatoria.

Tumore in sperimentazione vaccino per evitare le chemio

Tumore in sperimentazione vaccino per evitare le chemio

Negli ultimi anni si è diffuso per alcuni tumori in particolari circostanze anche l’uso della radioterapia intraoperatoria, che durante l’intervento permette di concentrare una maggior dose di radiazioni proprio nella zona in cui il tumore si era sviluppato, riducendo il rischio di recidive.

La terapia ormonale altera l’equilibrio di determinati ormoni nell’organismo. Si utilizza soprattutto per tenere a bada i cosiddetti tumori ormono-sensibili (come quello della mammella e della prostata), in cui tali sostanze hanno una funzione di stimolo della divisione cellulare.

Il futuro della lotta al cancro si basa su terapie molto innovative, come l’immunoterapia e la terapia genica, e addirittura con la creazione di un vero e proprio vaccino.

Nello specifico, dopo una lunga fase di sperimentazione sui topi, gli scienziati hanno ricevuto riscontri positivi concernenti un vaccino antitumorale al punto di decidere di avviare la fase due dell’esperimento che potrebbe segnare una svolta epocale nella cura dei tumori. Da rimarcare che nel 97% dei casi la malattia è regredita grazie all’utilizzo di un mix speciale di farmaci.

Con il vaccino, spiegano gli esperti, si potrà dunque evitare la chemioterapia e gli effetti collaterali che potrebbe avere dovrebbero essere solo febbre e dolore locale nel punto in cui viene iniettato il liquido. Il medicinale agisce sul sistema immunitario e combatterebbe le cellule tumorali fino ad ucciderle. La speranza è che gli esiti delle sperimentazioni possano essere positivi, in questo caso potrebbe entrare in commercio già entro un anno o due.

Nel successivo step i ricercatori della Stanford University di San Francisco proveranno, entro la fine dell’anno, l’innovativa terapia su circa 35 pazienti affetti da linfoma.

Ovviamente la speranza è che si possa estendere a diversi tipi di tumore in modo da poter rendere questo tipo di malattia sempre meno spaventosa.

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