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Un drone sottomarino scopre qualcosa sotto il ghiaccio in Antartide

VEB Ago 8, 2024

In una missione innovativa, gli scienziati hanno svelato dettagli sorprendenti sul lato inferiore di un ghiacciaio antartico, fornendo informazioni essenziali per comprendere il futuro del livello del mare globale. Tuttavia, questa scoperta ha avuto un costo, poiché il drone sottomarino senza pilota, responsabile della missione, è scomparso nelle acque gelide.

Un drone sottomarino scopre qualcosa sotto il ghiaccio in Antartide

All’inizio di quest’anno, un team di ricercatori dell’Università di Göteborg, Svezia, ha intrapreso una spedizione ambiziosa sulla piattaforma di ghiaccio Dotson in Antartide. L’obiettivo era proseguire il lavoro iniziato nel 2022, utilizzando un avanzato drone sottomarino chiamato Ran per esplorare l’enigmatico mondo sotto la vasta calotta glaciale.

La piattaforma di ghiaccio Dotson, una grande estensione di ghiaccio galleggiante attaccata al continente antartico, ha sempre affascinato gli scienziati. Nonostante sia stata mappata per la prima volta dall’U.S. Geological Survey nel 1947 con foto aeree, la natura della sua parte inferiore è rimasta un mistero fino ad oggi. Qui entra in gioco Ran, l’esploratore sottomarino all’avanguardia. Questo drone era equipaggiato con tecnologia sonar avanzata, permettendogli di creare mappe dettagliate del ghiaccio sovrastante mentre navigava nelle acque gelide sottostanti. Per 27 giorni, Ran ha incessantemente scansionato il lato inferiore del ghiacciaio, coprendo oltre 1.000 chilometri e penetrando per 17 chilometri nella cavità della piattaforma di ghiaccio.

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I risultati della spedizione subacquea sono stati straordinari. Per la prima volta, gli scienziati hanno ottenuto mappe dettagliate del lato inferiore di un ghiacciaio, rivelando un paesaggio molto più complesso del previsto.

La professoressa Anna Wåhlin, autrice principale dello studio, ha evidenziato l’importanza di questi risultati:

“È un po’ come vedere il lato nascosto della luna. In precedenza, utilizzavamo dati satellitari e carote di ghiaccio per studiare i cambiamenti dei ghiacciai nel tempo, ma ora possiamo ottenere mappe ad alta risoluzione del lato inferiore del ghiaccio“.

Invece di una superficie liscia, le scansioni di Ran hanno rivelato una topografia subacquea drammatica, con picchi, valli, dune di sabbia e vasti altipiani. Questo paesaggio inatteso ha portato i ricercatori a formulare nuove teorie su come il flusso dell’acqua e la rotazione terrestre possano modellare queste strutture di ghiaccio nascoste. Ancora più cruciali sono state le osservazioni di Ran sui modelli di scioglimento dei ghiacciai. I dati hanno mostrato che il ghiacciaio si scioglie più rapidamente nelle aree dove forti correnti sottomarine erodono la sua base. Queste informazioni sono vitali per comprendere e prevedere il tasso di perdita di ghiaccio in Antartide, con un impatto diretto sui livelli del mare a livello globale.

Karen Alley, glaciologa dell’Università di Manitoba e coautrice dello studio, ha sottolineato l’importanza di queste nuove mappe: “Rappresentano un significativo progresso nella nostra comprensione delle piattaforme di ghiaccio antartiche e offrono un quadro più completo che mai“. Sebbene la missione sia stata un grande successo, si è conclusa con una nota dolceamara.

Dopo aver completato la sua missione rivoluzionaria, Ran è scomparso sotto il ghiaccio, probabilmente soccombendo all’ambiente antartico ostile e imprevedibile. Il professor Wåhlin ha riflettuto su questa perdita, dicendo: “L’esperienza di oltre 40 missioni sotto il ghiaccio ci ha dato fiducia, ma alla fine l’ambiente difficile ha avuto la meglio su di noi”.

Nonostante questa battuta d’arresto, la vasta mole di dati raccolti da Ran durante la sua ultima missione ha fornito ai ricercatori una miniera di informazioni da analizzare. I risultati stanno già mettendo in discussione i modelli esistenti sullo scioglimento dei ghiacciai, sottolineando la necessità di previsioni più accurate sul futuro deterioramento delle piattaforme di ghiaccio.

Il professor Wåhlin ha enfatizzato l’importanza della collaborazione interdisciplinare in questo campo:

“È entusiasmante quando oceanografi e glaciologi lavorano insieme, combinando il telerilevamento con i dati oceanografici sul campo. Questo è necessario per comprendere i cambiamenti glaciologici in atto: la forza trainante è nell’oceano”.

Guardando al futuro, il gruppo di ricerca spera di sostituire Ran e continuare il suo lavoro fondamentale. Come ha concluso il professor Wåhlin: “Sebbene abbiamo ottenuto dati preziosi, non abbiamo ottenuto tutto ciò che speravamo. Questi progressi scientifici sono stati resi possibili dall’unico sommergibile che avevamo, Ran. Questa ricerca è necessaria per comprendere il futuro della calotta glaciale antartica e speriamo di poter sostituire Ran e continuare questo importante lavoro”.

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