Unicef, troppi bambini nel mondo non arrivano a 5 anni
Epilessia, giornata mondiale per conoscere e sensibilizzare

Negli ultimi 20 anni, il mondo ha assistito a progressi per la sopravvivenza infantile mai visti prima: per fortuna  ad oggi è stato dimezzato il numero di bambini nel mondo morti prima di compiere 5 anni, arrivando a 5,6 milioni nel 2016.

Eppure il dato non è uniforme in tutto il globo, naturalmente, e ci sono zone in cui addirittura si va controtendenza. La mortalità infantile nel mondo trae origine dalla povertà. Perché, nei Paesi più poveri del mondo, manca davvero tutto, nche il minimo indispensabile per garantire ai bambini un’esistenza dignitosa.

Questo terribile problema colpisce soprattutto l’Africa subsahariana. I bambini nati in questa macroregione hanno 14 volte più possibilità di morire entro il quinto anno di vita rispetto ai bambini nati nei cosiddetti Paesi industrializzati. Uno degli “Obiettivi di sviluppo sostenibile” è ridurre, entro il 2030, il tasso di mortalità infantile a 25 decessi ogni mille nati vivi. Eppure, si stima che 47 Paesi, se continuano di questo passo, non ce la faranno a raggiungere l’obiettivo. Di questi Paesi, 34 si trovano nell’Africa subsahariana.

E la cosa più atroce è che le cause della mortalità infantile sono facilmente prevenibili. Basterebbe fornire medicinali e vaccini contro malattie e disturbi, strutture sanitarie adeguate per le donne in gravidanza e cibo.

Il giorno di Capodanno 2018 sono nati in tutto il mondo circa 386.000 bambini. Di questi, il 90% si trova nelle regioni meno sviluppate e alcuni di loro non vivranno oltre il primo giorno.

Questi dati sono stati rivelati dall’Unicef, che ha collaborato con il World Data Lab per ottenerli.

Unicef, troppi bambini nel mondo non arrivano a 5 anni

Unicef troppi bambini nel mondo non arrivano a 5 anni

Nello specifico, di questi bambini in Canada, Paese che ha bisogno di avere una popolazione che ”regga” il peso di un territorio immenso e con poca densità demografica, nascevano poco più di un migliaio di bambini, in India ne venivano alla luce 69 mila, in Cina 44 mila, in Nigeria 20 mila ed in Pakistan 15 mila.

Sempre secondo l’Unicef, 2.600 bambini sono morti ogni giorno del 2016 durante le prime 24 ore di vita. Per quasi 2 milioni di neonati, la sua prima settimana di vita è stata anche l’ultima. In totale, 2,6 milioni di bambini sono morti prima di aver completato il loro primo mese. Di questi bambini, oltre l’80% è morto per cause prevenibili e curabili, come parto prematuro, complicazioni durante il parto o infezioni come sepsi e polmonite.

Il prossimo mese, l’Unicef lancerà l’iniziativa Every Child Alive, una campagna globale per chiedere e fornire, a prezzi accessibili, soluzioni mediche di qualità per tutte le mamme e i neonati.

Queste comprendono: costante alimentazione di elettricità e acqua pulita per le strutture sanitarie, la presenza di assistenza sanitaria specializzata al parto, disinfezione del cordone ombelicale, allattamento durante le prime ore dopo il parto, contatto corpo a corpo tra la madre e il bambino.

Stiamo entrando in un’era in cui tutti i neonati del mondo potrebbero avere l’opportunità di vedere il 22° secolo”, ha spiegato Giacomo Guerrera, Presidente dell’Unicef Italia. “Sfortunatamente, circa la metà dei bambini nati quest’anno non ce la farà. Mentre un bambino nato in Italia a gennaio 2018 vivrà probabilmente fino al 2101, un bambino somalo potrebbe arrivare al 2075. In questo nuovo anno, l’obiettivo dell’Unicef è di aiutare a garantire a ogni bambino più di un’ora, più di un giorno o un mese di vita, più della mera sopravvivenza. Chiediamo ai governi e ai partner di unirsi in questa battaglia per salvare le vite di milioni di bambini dando il loro supporto con soluzioni economiche, ma concrete”.

L’Unicef ricorda sul suo sito ufficiale che in questo momento in Yemen, Sud Sudan, Somalia e Nord est Nigeria più di 5 milioni di bambini sono malnutriti, ed esposti a malattie e infezioni come malaria, polmonite e diarrea. Con un piccolo contributo, irrisorio per ognuno di noi, si potrà garantire  al maggior numero possibile di questi bimbi l’alimento terapeutico dell’UNICEF, a base di pasta di arachidi, vitamine e sali minerali ,già pronto all’uso, che in poche settimane è in grado di salvare la vita di un bambino malnutrito.

Laureanda, content writer professionista, in attesa di patentino giornalista pubblicista, si occupa principalmente di contenuti legati alla sanità italiana e alla tecnologia.

Potrebbero interessarti

Videogiochi diventano una vera e propria patologia

Si è già parlato della “ludopatia” che lega le persone al gioco…

Sigarette light non fanno meno male delle tradizionali

Nonostante i rischi per la salute non siano un mistero per nessuno,…

Giocare ai videogames fa consumare meno droga, rivelazione shock

Se da tempo giocate ai videogames allora la scelta è più che…

Bollino Rosa, gli ospedali a misura di donna in Italia

Arriva il “Bollino Rosa”, ovvero quel riconoscimento che l’Osservatorio nazionale sulla salute…