Vaccini, quattro bambini esclusi dalla gita perché non vaccinati
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L’anno scolastico è ormai giunto alla sua conclusione, e da nord a sud la stragrande maggioranza degli studenti ha già smesso di recarsi ogni mattina tra i banchi di scuola, eppure da settembre non si è mai smesso di parlare di un argomento a dir poco caldo: è giusto vietare l’ingresso a scuola dei bambini non vaccinati?

La conversione in legge del decreto legge del 7 giugno 2017 ha ridotto a 10 le vaccinazioni obbligatorie che da questo anno scolastico sono richieste a bambini e ragazzi fino ai 16 anni al momento dell’iscrizione ad asili e scuole dell’obbligo. Delle dodici inizialmente previste dal Ministero della Salute, sono cadute le due vaccinazioni contro i meningococchi B e C, che sono invece solo raccomandate e offerte gratuitamente secondo le regole del calendario vaccinale ministeriale.

Eppure dieci vaccinazioni sono sembrate troppe ad oltre 30 mila famiglie in Italia che, nonostante l’obbligo e il rischio di multe e di esclusione dalla classe, hanno continuato a non vaccinare i propri figli.

Dietro questa scelta si nascondono le paure dei genitori, spesso alimentate da notizie che circolano in rete, infondate, quando volutamente false, sui danni derivati dalle vaccinazioni.

E così ci siamo ritrovati a giugno con migliaia di bambini non vaccinati, ed in queste ore la scelta di una scuola sarda sta facendo scalpore.

Nello specifico, quattro famiglie avevano ottenuto dalla scuola una deroga perché i loro bambini continuassero a frequentare, in attesa di andare alla Asl per fare il vaccino. Il periodo di tolleranza concesso dall’istituto è però scaduto, senza che i genitori adempissero agli obblighi vaccinali imposti dalla legge Lorenzin. Così, non solo è stato impedito ai quattro bambini di tornare a scuola. Ma anche di partecipare alla gita di fine anno.

Il tutto è accaduto in Sardegna, nell’istituto comprensivo “Anna Compagnone” di Palau, in Gallura, ed il caso è finito nientemeno che in Procura.

I genitori dei quattro ragazzini non vaccinati li hanno infatti accompagnati lo stesso al punto di partenza della gita, pensando che il provvedimento non riguardasse anche le uscite esterne. Il dirigente scolastico tuttavia è stato inflessibile, negando ai ragazzini la possibilità di partecipare all’escursione. E scatenando la protesta dei genitori, che hanno definito “assurda” la decisione, arrivata “a una manciata di giorni dalla fine dell’anno”.

I militari erano stati chiamati preventivamente dall’istituto, forse temendo possibili proteste legate proprio alla decisione di non far partire alcuni alunni verso la fattoria didattica scelta per la gita.

«Di fronte al silenzio della delegata del dirigente – spiega il papà di un bambino – sono stati i carabinieri a ‘suggerire’, con estrema discrezione e riservatezza, che la ragione potesse risiedere nel presunto mancato rispetto dell’obbligo vaccinale».

«Non siamo No Vax – chiarisce il genitore all’ANSA – si trattava soltanto di valutare l’opportunità di procedere con la vaccinazione di fronte alla presenza di una situazione particolare. Il bambino ha regolarmente frequentato la scuola. Poi, proprio nel giorno più atteso, ci siamo trovati di fronte questa sorpresa».

«Il problema non è la gita – dichiara all’ANSA il direttore dell’Ufficio scolastico regionale Francesco Feliziani – ma una irregolarità nelle iscrizioni già segnalata e seguita poi da un provvedimento che disponeva la non frequenza. La scuola ha continuato ad accogliere i bambini anche in questa situazione, ma per far rispettare la disposizione a un certo punto è stata costretta a chiedere l’intervento dei carabinieri».

Angela Sorrentino

Laureanda, content writer professionista, in attesa di patentino giornalista pubblicista, si occupa principalmente di contenuti legati alla sanità italiana e alla tecnologia.

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