Vasco Rossi raccontato attraverso le parole del figlio Davide

Non è conosciuto e idolatrato come suo padre, ma anche Davide Rossi, che oggi ha 31 anni, fa parte del mondo dello spettacolo ed ha lavorato principalmente come attore, ma anche come dj e come autore di canzoni, firmando quattro pezzi per Valerio Scanu.

Eppure, quando si parla con lui, è inevitabile far riferimento al suo celebre padre, ed è proprio di Vasco che Davide ha parlato in una recente e bella intervista a Vanity Fair.

Vasco, 65 anni, nonostante gli impegni intensi non è mai stato un padre assente: “Ho sempre considerato un valore essere cresciuto con una ragazza madre. Ma lui c’è sempre stato, e non solo per telefono. Mi ha ascoltato ogni volta che ero in crisi. Non mi ha mai fatto mancare niente. Ammetto di averlo fatto penare abbastanza… Quando gli ho dato la notizia che sarei diventato padre, mi ha un po’ spiazzato: disse che era arrivato il momento di prendersi le responsabilità. Avrei preferito un abbraccio. Poi, quando sono diventato padre anch’io, ho capito cosa intendeva”.

Eppure non è stato un padre troppo severo, anzi: “La droga? E’ stato ferreo solo sulle droghe più pesanti, come l’eroina. Per i miei 18 anni, mi regalò la macchina: ne volevo una sportiva, lui scelse il Suv perché, disse, “Non ti regalerò il mezzo per ucciderti”. Mi ha regalato anche una cornice d’argento per metterci una foto di Romeo. E, infatti, ci sono io che suono il piano con il piccolo sulle spalle. Quando la vedo penso che racchiuda tutto: mio padre, me e mio figlio”.

Vasco ha trasmesso al figlio anche l’amore per i libri. “Cominciò con Siddhartha. I libri me li mandava o me li dava di persona quando ci vedevamo – ha raccontato Davide – Uno che mi ha molto colpito è In un milione di piccoli pezzi, di James Frey. L’ultimo è L’ombra del vento di Carlos Ruiz Zafón”.

Per quanto riguarda invece l’ultimo ricordo assieme: “Quando sono arrivato dietro il palco con mio figlio Romeo, di tre anni, papà stava salendo – ha chiosato David -. In quei momenti ogni artista va lasciato tranquillo. Romeo però ha cominciato a gridare “Nonno, nonno!” e a muovere la mano per salutarlo e lui, voltandosi, ha ricambiato alzando la sua. È una scena che mi ha riempito il cuore”.

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