A Napoli il rito del sangue di San Gennaro: si scioglie o non si scioglie?

Eleonora Gitto

A Napoli oggi, 6 maggio, è il giorno del rito del sangue di San Gennaro: si scioglie o non si scioglie?

Bisogna dire che il tempo passa, anzi, vola. Solo una ventina di anni fa stavamo dentro il secondo millennio, e adesso ci troviamo all’inizio del terzo.

Molte cose sono cambiate negli ultimi decenni: progressi straordinari, soprattutto scientifici, ma non solo.

Tuttavia nell’anno del Signore 2017, ancora resistono antiche credenze popolari spiegabili come il mistero insondabile della liquefazione del sangue di San Gennaro.

Ormai non ci crede più nessuno, nemmeno la Chiesa, la cui posizione ufficiale sul miracolo palesa dei dubbi.

La Chiesa dice che non esistono prove che in quelle ampolle ci sia effettivamente il sangue del santo più famoso di Napoli; ma soprattutto dice che non ci sono elementi né per dimostrare né per escludere che il fenomeno abbia spiegazioni fisiche.

E francamente non si può chiedere di più a chi ha interesse che si perpetui il mistero, uno degli innumerevoli misteri in forza dei quali la Chiesa ha mantenuto per un paio di millenni pressoché intatto il proprio potere.

Se non ci fosse l’idea dei miracoli, e soprattutto del mistero, la fede difficilmente troverebbe altri agganci psicologici o sociologici cui attaccarsi per mantenere la propria posizione dominante.

Fatto sta che stavolta il famoso Cardinale Sepe, che celebra il rito pagano dello scioglimento tre volte l’anno, stavolta il sangue è riuscito a farlo sciogliere, contrariamente a quanto è successo il 16 dicembre, quando probabilmente faceva troppo freddo o non aveva agitato a sufficienza l’ampolla.

Ma le lacrime dei fedeli che stavano dietro di lui, c’erano, e ci sono sempre, sia che il sangue si sciolga che non si sciolga.

Perché il paganesimo imperante, che non è religione, porta a pensare che se il sangue non si scioglie, semplicemente si preannunciano periodi infausti per l’umanità.

Il sangue si scioglie, o dovrebbe sciogliersi, tre volte l’anno: il 19 settembre, il sabato che precede la prima domenica di maggio, ed il 16 dicembre.

Ma sabato, dicevamo, il sangue si è sciolto, con grande sollievo da parte di Crescenzio Sepe, che intorno ci fa una processione e una messa. Seguono le venerazioni di prammatica.

Sempre nel 2017 dell’anno del Signore. Alla fine, l’offerta dell’ampolla ai fedeli per il bacio di rito.

Il bacio all’ampolla, segno di venerazione; la quale è tenuta dal Cardinale, al quale il fedele si sottomette.

La stessa laica sottomissione del Sindaco di Napoli De Magistris, che bacia inchinandosi, munito di fascia tricolore, quell’oggetto dorato che il Cardinale gli mostra.

Una delle varie declinazioni della vergogna istituzionale. Anche prima del 2017.

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