Come proteggere la nostra pelle per abbronzarsi in tranquillità
Crema solare spalmarne poca abbassa il livello di protezione

Tutti noi spesso arrivata l’estate ci poniamo la fatidica domanda: ‘Ho davvero bisogno di una crema solare ogni giorno?‘ La risposta è: si sempre, il danno UV si verifica giorno per giorno durante la nostra routine quotidiana, anche nei giorni con meno sole, bisogna cercare creme che abbianoo un’elevata protezione dai raggi UVA, poiché questi sono i raggi che penetrano più a fondo nella nostra pelle, aumentando il processo di invecchiamento, in fin dei conti nulla rovina una giornata di sole come il dolore della sera. Le persone poi con una carnagione chiara, si scottano facilmente al sole e si abbronza con difficoltà o per niente. Sono più a rischio di cancro della pelle, tendenzialmente subire una scottatura da sole, oltre ad essere doloroso, una volta ogni due anni triplica il rischio di cancro alla pelle da melanoma.

Per pochi fortunati le vacanze sono già iniziate, per altri sono i fine settimana quelli dedicati al mare in attesa delle meritate ferie, per tantissimi manca ancora qualche settimana: quello che però accomuna tutti è la ricerca dell’abbronzatura perfetta.

Per gli esperti il segreto di una pelle perfetta e abbronzata comincia a tavola, con una dieta ricca di frutta e verdura per aiutare la pelle a proteggersi dai danni dei raggi Uv.

Gli alimenti ricchi di antiossidanti possono infatti aiutare a migliorare l’incarnato e contrastare l’azione dei raggi solari che aumentano la produzione di radicali liberi.

Sul podio del ‘cibo che abbronza’ salgono carote, radicchi e albicocche, ma sono d’aiuto anche insalate, cicoria, lattughe, meloni, peperoni, pomodori, fragole o ciliegie. Il primo posto è conquistato indiscutibilmente dalle carote ricche di vitamina A.

Promossi anche gli spinaci, a pari merito il radicchio mentre al terzo si posizionano le albicocche seguite da cicoria, lattuga, melone e sedano, peperoni, pomodori, pesche gialle, cocomeri, fragole e ciliegie che presentano comunque contenuti elevati di vitamina A o caroteni.

Per favorire la produzione di melanina sarebbe poi bene esporsi con gradualità nei primi giorni: è dunque meglio un’esposizione breve ma costante rispetto a delle interminabili sedute sotto il sole, che possono facilmente esporre alle bruciature.

Ma c’è una cosa più importante di tutte:  per abbronzarsi bene senza correre il rischio di bruciarsi e spellarsi, occorre usare sempre una protezione solare adeguata al proprio fototipo di appartenenza.

Il solare non va inoltre spalmato direttamente in spiaggia, come fanno in molti, ma sarebbe preferibile applicarlo in anticipo, almeno mezz’ora prima di esporsi al sole.

Il solare è inoltre indispensabile per proteggere la pelle dai dannosi raggi UVA ed UVB che sono la causa dell’insorgenza di tumori della pelle e dell’invecchiamento precoce, ma quanti seguono soprattutto quest’ultimo consiglio?

A rilevare le abitudini sulla tintarella dei viaggiatori per scoprire quanto sia alta la percezione sull’importanza di proteggere la pelle, è un’indagine condotta da eDreams, agenzia di viaggi europea, che ha coinvolto 13.000 persone da Italia, Francia, Spagna, Regno Unito, Portogallo, Stati Uniti, Svezia e Germania.

Dai dati è emerso che tra la popolazione dei vacanzieri,  poco attenti ai danni da elevata esposizione al sole sono coloro nella fascia 20-29 anni. I Millennial sembrano essere fan dell’abbronzatura “atomica”: solo poco più della metà di loro (59%) utilizza un fattore medio-alto di protezione.

Le altre generazioni (dai 30 ai 60 anni) si attestano invece sull’uso di creme da SPF superiore al fattore 15 nel 75% dei casi, mentre i livelli più alti di consapevolezza dell’importanza di una protezione adeguata dal sole si registrano tra gli over 60, che si dotano di prodotti con schermatura medio-alta nell’80% dei casi.

Purtroppo questa cattiva abitudine è diffusa solo tra i nostri giovani, perché negli altri paesi, al contrario, sono proprio i giovani i più attenti.

Nello specifico, i millennials europei sono 3 volte più consapevoli dei loro genitori. Basti pensare che, a livello internazionale, il 15% dei baby boomer non ha mai acquistato una crema solare, rispetto al 7% dei millennial. In più, i giovani italiani dai 20 ai 29 anni sono tra quelli che trascorrono più ore sotto al sole, con il 4% di loro che arriva a dedicarsi all’abbronzatura per 7-8 ore al giorno, e sono anche quelli che si preoccupano meno degli effetti dei raggi UVA.

Sul fronte della cura della pelle durante le vacanze estive, però, c’è chi presta meno attenzione rispetto ai nostri connazionali: svedesi e americani risultano tra le nazionalità che non adottano alcun tipo di precauzione di fronte ai pericoli dell’esposizione al sole: il 18% degli svedesi non utilizza alcun tipo di protezione, esattamente come il 21% degli americani, contro soltanto il 6% degli italiani che si espone al sole senza alcuna crema solare.

Laureanda, content writer professionista, in attesa di patentino giornalista pubblicista, si occupa principalmente di contenuti legati alla sanità italiana e alla tecnologia.

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