Cannabis, nessun reato se la si coltiva in casa

Nelle ultime settimane si è parlato molto di cannabis, soprattutto perché in extremis è stata eliminata dalla prossima legge di bilancio, appena approvata, la norma che ne consentiva la libera vendita in tutti quei negozi che nei mesi sono spuntati in tutto lo stivale.

Ma nelle ultime ore è arrivata una sentenza della Cassazione che contribuisce ad alimentare le polemiche: non costituirà più reato coltivare, in minima quantità e solo per uso personale, la cannabis in casa.

Cannabis coltivata in casa, sentenza della Corte di Cassazione.

Il 19 dicembre scorso, infatti, è stato deliberato per la prima volta dalla Cassazione che “non costituiscono reato le attività di coltivazione di minime dimensioni svolte in forma domestica. Attività di coltivazione che per le rudimentali tecniche utilizzate, lo scarso numero di piante ed il modesto quantitativo di prodotto ricavabile appaiono destinate in via esclusiva all’uso personale del coltivatore“.

Del resto i kit per la coltivazione dei semi di cannabis in casa sono ormai molto diffusi ma fino al 19 dicembre scorso la pratica era del tutto illegale.

Ancora una volta la giurisprudenza fa le veci di un legislatore vigliacco. La Cassazione ha aperto la strada, ora tocca a noi.

Fino a questa storica sentenza comprare Cannabis dallo spacciatore, alimentando la criminalità e mettendo a rischio la propria salute con prodotti dubbi, non costituiva reato penale mentre coltivare alcune piante sul proprio balcone per uso personale poteva costare il carcere”, il commento a caldo del senatore M5S Matteo Mantero su Facebook.

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