Clickjacking, Google contro le pubblicità ”invisibili”

Il “clickjacking“, uno dei sistemi più odiati dagli internauti, avrà vita breve grazie a Google. Il clickjacking è un link che nasconde pubblicità dietro finti pulsanti di video o menu, facendo in modo che l’utente clicchi su un annuncio pubblicitario al posto di un video. Ma da adesso BigG ha deciso di bloccarlo attraverso un filtro.

Andres Ferrate, Chief Advocate di Qualità del Traffico sugli Annunci di Google, ha spiegato sul blog ufficiale che il clickjacking “è una minaccia emergente per gli annunci pubblicitari pagati in base ai click e abbiamo predisposto nuovi strumenti per proteggere gli inserzionisti. Quando il nostro sistema individua un tentativo di ‘clickjacking’, analizziamo istantaneamente il traffico attribuito a quel posizionamento e lo rimuoviamo dai successivi report di pagamento, per garantire agli inserzionisti che quei clic non gli verranno addebitati”.

“All’inizio di quest’anno, quando abbiamo rilevato pratiche di clickjacking sulla nostra rete Display, siamo intervenuti subito per sospendere gli account e rimuovere le parti coinvolte nell’uso di questa tecnica contro gli utenti […] Questo approccio ha portato all’esclusione immediata dei publisher che violavano le nostre norme. Le nostre difese dal clickjacking funzionano su una scala considerevole, grazie alla valutazione di un ampio insieme di caratteristiche e all’analisi del posizionamento degli annunci display su desktop e mobile”, prosegue lo Chief Advocate.

“Quando il nostro sistema individua un tentativo di clickjacking, analizziamo istantaneamente il traffico attribuito a quel posizionamento, e lo rimuoviamo dai successivi report di pagamento, per garantire agli inserzionisti che quei clic non gli verranno addebitati. Questo è anche un ottimo esempio di come il nostro lavoro per contrastare il traffico non valido coinvolga sia aspetti tecnologici, sia di intervento e di regole. Ognuna di queste parti gioca un ruolo chiave nel mantenere pulito il nostro sistema pubblicitario e nel proteggerlo dalle frodi”, conclude Andres Ferrate.

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