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Chi sono i Mazzamurelli? Viaggio nel folklore del Sud Italia tra gnomi, folletti e spiriti domestici

Angela Gemito Set 25, 2025

Nel cuore delle tradizioni popolari del Sud Italia, si nascondono figure misteriose e affascinanti che da secoli popolano i racconti attorno al focolare: i mazzamurelli. Questi esseri, a metà tra il folletto e lo spirito domestico, rappresentano una delle credenze più radicate e suggestive del patrimonio immateriale di molte regioni, dall’Abruzzo alla Campania, passando per il Molise e la Puglia.

Illustrazione di un mazzamurello

Lungi dall’essere semplici fantasie, i mazzamurelli incarnano un complesso sistema di credenze che regola il rapporto tra il mondo visibile e quello invisibile. Il loro nome deriva molto probabilmente dall’azione che li contraddistingue: “mazza” (colpisce) e “murello” (piccolo muro), a indicare la loro abitudine di manifestarsi attraverso colpi e rumori all’interno delle abitazioni. Questa caratteristica li rende creature liminali, ovvero esseri che vivono sulla soglia, nel confine tra la nostra realtà e un altrove magico.

Descritto spesso come un piccolo essere antropomorfo, simile a uno gnomo o a un elfo, il mazzamurello è una figura ambivalente. Può essere uno spirito burlone e dispettoso, che si diverte a nascondere oggetti, a tirare le coperte durante la notte o a creare scompiglio in casa. Tuttavia, in molte storie, si rivela anche un’entità benevola e protettrice della famiglia che lo ospita, arrivando a portare fortuna, a rivelare tesori nascosti o a mettere in guardia da pericoli imminenti.

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Una delle varianti più note è il “Mazzamauriello”, diffuso soprattutto in Abruzzo e Molise. La leggenda, tramandata di generazione in generazione, narra che questo spiritello sia in realtà l’anima di un bambino morto prima di ricevere il battesimo. Per questo motivo vaga in una sorta di limbo, cercando il contatto con il mondo dei vivi. Trattarlo con rispetto e offrirgli piccole attenzioni, come un po’ di cibo o un angolo tranquillo della casa, può ingraziarselo e trasformarlo in un prezioso alleato. Al contrario, offenderlo o cercare di cacciarlo può scatenare la sua ira e una serie di dispetti anche molto fastidiosi.

In Campania, e in particolare a Napoli, la figura del mazzamurello si fonde e si sovrappone a quella del celebre “Munaciello”. Anche lui è uno spirito domestico dal comportamento imprevedibile, capace di arricchire una famiglia o di portarla alla rovina. L’iconografia popolare lo rappresenta con un saio e un cappuccio, da cui il nome, e la sua presenza è spesso legata a segreti e tesori celati nelle antiche mura della città. Come riportato da numerose fonti storiche e folkloristiche, tra cui gli studi di Matilde Serao, il Munaciello è una delle figure più complesse e affascinanti del pantheon partenopeo.

Spostandoci in Puglia, incontriamo lo “Scazzamurrieddu” o “Lauru”, specialmente nel Salento. Anche in questo caso, ci troviamo di fronte a un folletto domestico che ama interagire con gli abitanti della casa. Si dice che di notte si sieda sul petto delle persone, provocando un senso di oppressione. Per liberarsene, non bisogna usare la forza, ma l’astuzia, promettendogli qualcosa in cambio o cercando di rubargli il berretto rosso, fonte dei suoi poteri. Ottenere il suo copricapo significa poterlo ricattare per farsi svelare l’ubicazione di un tesoro.

Queste figure, sebbene con nomi e caratteristiche diverse, condividono una radice comune che affonda in un passato pagano, legato ai Lari e ai Penati, gli spiriti protettori della casa e della famiglia nella Roma antica. Con l’avvento del Cristianesimo, queste credenze non sono scomparse, ma si sono trasformate, integrando nuovi elementi e adattandosi al contesto culturale. Il mazzamurello diventa così un messaggero tra il mondo dei vivi e quello dei morti, un custode di antichi segreti e un simbolo del legame indissolubile tra l’uomo e il mistero che lo circonda.

FAQ – Domande Frequenti sui Mazzamurelli

Qual è l’origine del nome “mazzamurello”? Il nome “mazzamurello”, e le sue varianti regionali, deriva quasi certamente dalla sua manifestazione più comune. L’unione delle parole “mazza” (percuote, colpisce) e “murello” (muro) descrive la sua abitudine di produrre colpi e rumori secchi all’interno delle pareti domestiche per segnalare la sua presenza agli abitanti della casa.

I mazzamurelli sono buoni o cattivi? La natura del mazzamurello è ambivalente. Non è intrinsecamente buono o cattivo, ma il suo comportamento dipende molto da come viene trattato. Se rispettato e omaggiato con piccole offerte, può diventare un protettore della casa e portare fortuna. Se insultato o scacciato, può trasformarsi in uno spirito dispettoso e vendicativo.

Esistono figure simili in altre culture? Sì, il mazzamurello appartiene a una vasta famiglia di creature del “piccolo popolo” presenti nel folklore di tutta Europa. Figure come il Leprechaun irlandese, il Brownie scozzese o il Kobold tedesco condividono con il mazzamurello molte caratteristiche, come la piccola statura, il carattere dispettoso e il loro ruolo di spiriti domestici.

Come ci si può difendere da un mazzamurello dispettoso? Secondo la tradizione popolare, non si dovrebbe mai affrontare un mazzamurello con la forza. Per allontanarlo o placare i suoi dispetti, è consigliabile usare l’astuzia. Ad esempio, si possono lasciare dei sassolini o dei chicchi di grano sul pavimento; il folletto, ossessionato dal contarli, si distrarrà fino all’alba, momento in cui dovrà sparire.

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Angela Gemito

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