Crespano, posta bestemmie su Facebook: 103 euro di multa
Crespano, posta bestemmie su Facebook: 103 euro di multa

Un ragazzo di Crespano del Grappa, Treviso, scrive un post su Facebook con bestemmie e invettive contro i Carabinieri e si becca 103 euro di multa.

Condannato a pagare l’ammenda per “blasfemia postuma”. L’articolo 724 del Codice Penale parla chiaro: “Chiunque pubblicamente bestemmia, con invettive o parole oltraggiose, contro la divinità o i simboli o le persone venerati nella religione dello Stato” è punito con “la sanzione amministrativa pecuniaria da cinquantuno euro a trecentonove euro”.

E questa volta il Codice è stato applicato alla lettera. L’auto del giovane Nicolò De Paoli, di anni ventidue, era stata fermata per un controllo di routine dai Carabinieri.

L’auto era a posto e il giovane era stato lasciato andare. Ma appena a casa il ragazzo si lascia andare su Facebook a bestemmie contro le Forse dell’Ordine perché secondo lui il controllo era stato troppo “invasivo”.

Il giovane, che non deve essere pozzo di educazione, fa anche sapere con la tipica arroganza dei bulletti che non ha nessuna intenzione di pagare.

Probabilmente non si rende conto che la volgarità e la cattiva educazione sono sempre figle dell’ignoranza e solo per questo andrebbero punite.

“Con tutto quello che si sente in giro, vanno a multare me perché ho scritto due bestemmie”, racconta spavaldo De Paoli sulla pagina Facebook “Il Veneto imbruttito”.

“No, non pago – continua con arroganza -. La multa è del 14 marzo e lascerò passare i sessanta giorni di tempo senza tirar fuori un centesimo”.

Poi il giovane bestemmiatore svela che ha contestato il verbale dei Carabinieri facendo notare che “Andare a sbirciare su un profilo Facebook per trovare una bestemmia non è proprio una cosa buona. Ma mi hanno detto che la legge è quella e non si scappa”.

“Se i carabinieri torneranno alla carica, chiederò cosa fare al mio avvocato”.

E speriamo che il suo avvocato sappia fare bene il suo mestiere e gli consigli di pagare e, soprattutto, di non bestemmiare.

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