Emoji, ne sono appena state approvate altre 157 da Unicode
Emoji ne sono appena state approvate altre 157 da Unicode

Una cosa è certa, le si odi o le si ami alla follia: le emoticon hanno cambiato irreversibilmente il modo di comunicare e di esprimere i propri sentimenti, emozioni e stati d’animo.

Era il 19 settembre 1982 quando l’informatico Scott Fahlman utilizzò, per la prima volta, le sequenze “:-)” e “:-(” in un messaggio, nella bacheca elettronica della Carnegie Mellon University: da allora ne è passata di acqua sotto i ponti, ne sono state introdotte a centinaia e ognuno di noi le usa quotidianamente quando invia messaggi o naviga sui social network.

Oggi l’uso dei caratteri tipografici ha ceduto il passo ai disegni in miniatura. Da facce sorridenti e linguacce, si è passati con gli anni a baci, angeli, diavoli. E alle emoticon si sono aggiunte gli emoji: nel 2014 l’Unicode Consortium, che si occupa della standardizzazione di emoji, ha approvato anche il dito medio.

Secondo gli ultimi dati diffusi in occasione del World Emoji Day 2017, ogni giorno vengono usate 60 milioni di emoji su Facebook (una cifra che però non tiene conto delle reactions) e ben 5 miliardi su Messenger.

Nella comunicazione personale, con i nostri amici o conoscenti, le emoticon sono fondamentali per far emergere la valenza di ciò che stiamo dicendo: in assenza del tono di voce, si capisce subito come una faccina possa cambiare drasticamente il significato, colmando quella differenza che si avrebbe altrimenti tra intenzione di chi scrive e percepito di chi legge.

E, dopo l’ultimo aggiornamento datato 2017, nuove emoji stanno per arrivare sui social e sulle tastiere dei nostri smartphone.

Da queste ore sono infatti disponibili 157 nuovi disegnini, approvati dal consorzio Unicode, che porteranno il totale a 2.823.

Tra le novità c’è la rivoluzione del «parrucco”: nelle faccine troveranno rappresentanza anche le persone ricce, con i capelli rossi, bianchi o direttamente calve.

Tra le espressioni fanno il loro ingresso il freddoloso, l’accaldato e il festaiolo, con tanto di cappellino e lingua di Menelik. Ci si potrà inoltre mascherare da supereroi o supercattivi.

A farci compagnia sui nostri device arriveranno anche una pallina da softball, una gamba, un piede, un osso, un dente, degli occhiali, un camice, uno scarpone da trekking, una scarpa da donna senza tacco, un pavone, una zanzara, un microbo, un mango, la moon cake, un cupcake, una bussola, dei mattoni, uno skateboard, un trolley, un candelotto di dinamite, la busta di un regalo, un frisbie, una racchetta da lacrosse.

E ancora il tassello di un puzzle, un orsacchiotto, un abaco, uno scontrino, la cassetta degli attrezzi, un magnete, una provetta da laboratorio, la piastra di Petri, un’elica di DNA, un estintore, una lozione in bottiglia, un filo, uno spillo da balia, un gomitolo, una scopa, un cesto in vimini, un rotolo di carta igienica, una saponetta e una spugna.

Per quanto riguarda i tempi di sbarco sui nostri device, Twitter, Facebook e Microsoft dovrebbero implementarle a breve, tra giugno e agosto, mentre per Google e Apple l’attesa si protrarrà fino al trimestre settembre-dicembre. Per Samsung si potrebbe attendere addirittura fino al gennaio-febbraio del prossimo anno.

Angela Sorrentino

Laureanda, content writer professionista, in attesa di patentino giornalista pubblicista, si occupa principalmente di contenuti legati alla sanità italiana e alla tecnologia.

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