Epilessia, conoscere e sensibilizzare nella giornata mondiale
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Il 12 febbraio si è celebrata la Giornata Mondiale per l’Epilessia, una giornata particolare utile soprattutto a sensibilizzare e conoscere maggiormente questa patologia per la quale vi è ancora molta disinformazione, l’epilessia è tecnicamente una sindrome che è caratterizzata da crisi dovute all’iperattività delle cellule nervose cerebrali i famosi “neuroni”, il punto nevralgico è soprattutto le origini di tali crisi.

Si definiscono Foci Epilettogeni i punti in cui originano gli attacchi epilettici; in tale sede si concentra la popolazione neuronale con attività anomala. Questi foci possono rimanere silenti per periodi prolungati dal momento che i neuroni sani che li circondano tendono ad inibirne o neutralizzarne le scariche elettriche anomale. Quando l’attività di questi neuroni viene sopraffatta e la cosiddetta “soglia di convulsività” superata, insorgono i sintomi tipici della malattia.

Tali crisi comprendono un insieme di manifestazioni caratterizzate da brevi episodi di perdita di conoscenza (assenze) e da alterazioni sensitive, psichiche o motorie, più o meno accompagnate da spasmi o da contrazioni della muscolatura scheletrica di tipo convulsivo.

Alcune convulsioni possono sembrare momenti di imbambolamento, altre causano la caduta del soggetto, tremori o scosse e la perdita di consapevolezza di quanto sta accadendo.

La malattia in tutte le sue forme può avere molte possibili cause e quindi, ovviamente, può manifestarsi sotto forma di diversi tipi di crisi.

Tutti possono ammalarsi di epilessia, a qualsiasi età, ma la maggior parte delle diagnosi avviene nei bambini (epilessia infantile); per fortuna circa due terzi dei bambini affetti da epilessia guariscono definitivamente dalle convulsioni entro l’adolescenza.

Epilessia, giornata mondiale per conoscere e sensibilizzare

Epilessia, giornata mondiale per conoscere e sensibilizzare

Al momento non esistono cure in grado di fermare la malattia. Nella maggior parte dei casi è possibile solo controllare i sintomi (le crisi epilettiche) attraverso farmaci antiepilettici che hanno la funzione di tenere sotto controllo l’ipereccitabilità dei neuroni. Purtroppo però circa un terzo delle forme di epilessia non risponde alle terapie farmacologiche al momento a disposizione. In questi casi, chiamati “farmacoresistenti”, una soluzione può essere l’intervento chirurgico che consiste, senza indurre a deficit neurologici, nell’asportazione della regione cerebrale nella quale hanno origine le crisi epilettiche.

Riconosciuta come malattia sociale, il Parlamento Europeo e l’Assemblea Mondiale della Sanità (WHA) hanno indicato l’epilessia come una priorità in campo di ricerca ed assistenziale. Inoltre, le persone affette, a parte le problematiche di ordine diagnostico e terapeutico (il 30% dei casi sono resistenti ai farmaci oggi disponibili) sono spesso vittime di pregiudizi e discriminazioni a livello sociale ed a limitazioni in vari ambiti: scuola, lavoro, guida, sport.

Nei Paesi industrializzati l’epilessia interessa circa 1 persona su 100, in Europa circa 6 milioni di persone hanno un’epilessia in fase attiva (cioè con crisi persistenti e/o tuttora in trattamento).

In occasione della giornata mondiale sono state organizzate diverse iniziative, promosse dalla Lega Italiana contro l’epilessia (LICE),  la società scientifica che raggruppa i medici di branca neurologica che si occupano di epilessia, e dell’Associazione italiana contro l’epilessia, l’associazione dei pazienti e delle loro famiglie.

L’obiettivo della giornata mondiale è di divulgare informazioni corrette e complete sulla malattia.

Dalle 10 alle 17 è stato anche attivo il Telefono viola: gli esperti hanno risposto a tutte le domande al numero verde 800 595 496.

Inoltre, molti monumenti in Italia sono stati colorati di viola, a memoria del fatto che non servono pregiudizi e che l’ignoranza va combattuta, perché è soprattutto questa che spinge molti pazienti a nascondere la malattia e a sviluppare un disagio sociale e psichico.

Laureanda, content writer professionista, in attesa di patentino giornalista pubblicista, si occupa principalmente di contenuti legati alla sanità italiana e alla tecnologia.

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