Attività fisica, i giovani si muovono sempre meno

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, per attività fisica si intende “qualunque sforzo esercitato dal sistema muscolo-scheletrico che si traduce in un consumo di energia superiore a quello in condizioni di riposo”.

In questa definizione rientrano quindi non solo le attività sportive ma anche semplici movimenti quotidiani come camminare, andare in bicicletta, ballare, giocare, fare giardinaggio e lavori domestici.

Il termine “attività fisica”, spiega l’Oms, non deve essere confuso con “esercizio”, che già rappresenta in qualche modo un’attività fisica pianificata, strutturata e ripetitiva, che mira a migliorare o mantenere uno o più componenti della forma fisica.

Senza voler scomodare l’Oms, massimi esperti in materia di salute, già da soli ci rendiamo conto di quanto una vita attiva e del movimento quotidiano ci consentano di sentirci molto meglio.

Gli stili di vita sedentari sono ritenuti una grande minaccia per la salute pubblica, al pari del fumo. Proprio per compensare le ore che si passano seduti a una scrivania, davanti alla Tv e così via è necessario fare attività fisica per un determinato tempo.

La sedentarietà, del resto, è un fattore di rischio per le malattie cardiovascolari, il diabete e i tumori. Quindi un’attività fisica regolare è uno degli elementi più importanti per mantenersi in buona salute.

Attività fisica, i giovani si muovono sempre meno

Attività fisica, i giovani si muovono sempre meno

In numerose ricerche, gli esperti hanno chiarito che proprio come il cibo, il movimento allena le cellule a disattivare i geni pro-infiammatori e ad attivare quelli della longevità. Perché l’esercizio fisico, al pari dell’alimentazione, può modificare l’espressione dei nostri geni inclusi quelli coinvolti nel controllo del metabolismo della cellula e del suo stato di infiammazione.

Purtroppo la nostra giornata è scandita da numerosi impegni e tra lavoro, scuola e famiglia non è facile trovare il tempo per fare dell’attività fisica ma soprattutto, per molti, non è prioritario.

Ed è il rischio che si corre a sottovalutare questo aspetto che ti tiene a sottolineare l’Oms: nel mondo l’81% degli adolescenti tra 11 e 17 anni fa poca attività fisica, andando così incontro a effetti negativi sulla salute con un rischio di morte maggiore del 20-30%.

A livello globale, sottolinea l’Oms in un documento aggiornato a febbraio 2018, circa il 23% degli adulti over-18 non è abbastanza attivo fisicamente (il 20% degli uomini ed il 27% delle donne). Nei Paesi industrializzati, la percentuale degli adulti inattivi raggiunge invece il 26% tra i maschi ed il 35% tra le donne, rispetto al 12% e 24% nei Paesi in via di sviluppo.

Tra i giovani inattivi l’insufficiente attività fisica è un fattore chiave per lo sviluppo di patologie cardiovascolari, diabete e cancro. Inoltre, rileva ancora l’Organizzazione della sanità, nonostante circa l’80% dei Paesi abbia sviluppato politiche e piani per ridurre l’inattività fisica, solo nel 56% di essi tali misure risultano operative.

In questo quadro allarmante, i vertici dell’Organizzazione sono al lavoro per un nuovo piano d’azione globale, con l’obiettivo di ridurre del 10% le persone che non praticano attività fisica entro il 2025.  Il ‘Piano globale per la prevenzione e il controllo delle malattie non trasmissibili 2013-2020’ rappresenta una guida per i Paesi. L’Oms ha però annunciato che è ora in preparazione un ‘kit di strumenti’ specifici per settore per aiutare gli Stati ad implementare tali azioni.

 

Laureanda, content writer professionista, in attesa di patentino giornalista pubblicista, si occupa principalmente di contenuti legati alla sanità italiana e alla tecnologia.

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