Esofago sostituito con stomaco un intervento incredibile
Tumore esofago asportato a Torino da un robot senza cicatrici

Si potrebbe definire praticamente una sorta di “miracolo”, tecnicamente parlando, l’intervento avvenuto a Torino, tutto è partito dall’idrossido di sodio, conosciuto più propriamente come “soda caustica”, una base minerale solida a temperature ambiente, normalmente in commercio sotto forma di gocce (o perle) o anche in forma di pasticche, nonostante sia utilizzato in parecchi ambiti, c’è da dire che ha un alto potere corrosivo e dunque pericolosissimo.

Nell’industria chimica, è un reagente di ampio impiego; è utilizzato nella sintesi di coloranti, detergenti e saponi, nella fabbricazione della carta e nel trattamento delle fibre del cotone, nonché nella produzione dell’ipoclorito di sodio (la comune candeggina) e di altri sali sodici.

A livello domestico trova uso sotto forma di soluzione acquosa nei prodotti per disciogliere i grumi di prodotti organici che a volte otturano gli scarichi dei lavelli; Serve anche, opportunamente diluito con acqua non dura e miscelato con grassi animali o vegetali, per preparare saponi artigianali ecologici.

Va sempre maneggiato con una certa cautela, dato che provoca ustioni per contatto con la pelle e cecità per contatto con gli occhi.

È risaputo che prodotti così pericolosi, quando presenti in casa, devono essere tenuti lontani dai bambini, ma è altrettanto noto quanto i bambini possano essere imprevedibili, e quindi mettere a repentaglio la propria vita.

Esofago sostituito dallo stomaco

Ed è quello che è accaduto a due bambini che hanno addirittura bevuto la soda caustica, rischiando seriamente la morte, ma che in queste ore sono stati protagonisti di un intervento straordinario.

Nello specifico, la vicenda che stiamo per raccontarvi ha avuto inizio lo scorso anno, quando due fratellini (una bimba che adesso ha quasi 4 anni e il suo fratellino di 5 anni) avevano bevuto un sorso di soda caustica durante un caldo pomeriggio estivo. Il liquido era stato travasato in una bottiglia di una normale bevanda, e questo deve aver fatto confondere i due bambini.

Dopo essere stati portati immediatamente al Pronto soccorso di Ivrea, i piccoli sono stati trasferiti all’ospedale Infantile Regina Margherita di Torino per le cure. Qui i gastroenterologi pediatri hanno diagnosticato una grave infiammazione dell’esofago.

In sostanza, il loro esofago si era rapidamente chiuso. Per nutrire la bambina è stato necessario l’utilizzo di una sonda inserita direttamente nell’intestino, mentre il fratellino veniva nutrito attraverso una sonda posizionata nell’esofago. I bambini hanno dovuto vivere questo calvario per 1 anno, in attesa che i fenomeni infiammatori degli organi intorno all’esofago si stabilizzassero, e che fosse quindi possibile procedere con un intervento chirurgico.

I due fratellini ora però stanno bene: un intervento all’avanguardia ha permesso di alzare lo stomaco per ridurre quei danni che avevano portato alla chiusura dell’esofago. Ieri l’ultimo controllo a qualche mese dall’operazione ha sancito il ritorno definitivo alla normalità dopo un anno di vero e proprio calvario per i bimbi e le loro famiglie.

L’équipe del professor Renato Romagnoli, Chirurgia Generale 2 universitaria, ha rimosso a entrambi l’esofago malato rimpiazzandolo con lo stomaco, spostato all’altezza del collo. Una tecnica innovativa che non era mia stata tentata prima su pazienti così piccoli.

I chirurghi sono intervenuti da punti diversi – torace, addome e collo – e hanno spostato lo stomaco, rimodellandolo a tubo fino al collo di entrambi i piccoli pazienti. Con una sutura tra il brevissimo moncone esofageo sotto la gola e l’apice dello stomaco portato al collo è stata ristabilita la continuità del tubo digerente.

Sono passati un paio di mesi dall’intervento e i due bambini sono tornati a nutrirsi di cibo solido tramite la bocca e non si prevede alcun rischio sulla qualità della vita e la durata, considerata identica a chiunque della loro età.

Laureanda, content writer professionista, in attesa di patentino giornalista pubblicista, si occupa principalmente di contenuti legati alla sanità italiana e alla tecnologia.

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