Facebook fornirà alle banche le nostre credenziali finanziarie
File photo dated 08/03/09 of the logo of social networking website Facebook seen reflected in a person’s eye as the social network may reveal more about how it plans to use virtual reality in the future when it hosts two-day developers conference F8. PRESS ASSOCIATION Photo. Issue date: Wednesday March 25, 2015. Facebook purchased virtual reality firm Oculus last year, but it is yet to announce any major projects utilising the technology. Oculus is currently partnering with Samsung on the Korean firm’s own virtual reality headset; Gear VR. Co-founder and chief executive Mark Zuckerberg will today deliver a keynote at the show in California, and is likely to offer news on what the next few months look like for a site with over a billion users. The company he co-founded has made some eye-catching acquisitions in the last year or so, and more word on what to expect from them is hotly anticipated by developers. See PA story TECHNOLOGY F8. Photo credit should read: Dominic Lipinski/PA Wire

Quando una banca o un istituto di credito deve decidere se accogliere o meno una richiesta di un mutuo o di un prestito valuta attentamente quella che viene definita “l’affidabilità creditizia” del richiedente. E se ben presto le banche si rivolgessero a Facebook per avere questi dati?

Anche se può suon strano, essendo Facebook “solamente” un social network, a quanto pare lo scorso 4 agosto il colosso ha depositato un brevetto negli Stati Uniti che, attraverso la raccolta di dati e informazioni, consente di redigere una sorta di meticoloso e dettagliato identikit finanziario su misura degli users.

In altre parole, se qualcuno chiede un prestito o un finanziamento la società che si occupa di decidere se concederlo o meno potrà rivolgersi a Facebook e ottenere dati sulla posizione finanziaria non soltanto dell’utente che sta eseguendo la richiesta, ma anche su quella dei suoi amici.

La notizia è stata data per prima dal quotidiano francese Liberation, che tra l’altro sottolinea come la raccolta delle informazioni viene spacciata come pubblicità a pagamento. Molti potrebbero pensare ad una forma di promozione personale sulle nostre qualità e attitudini professionali, ma secondo le regole contenute nel brevetto lo scopo è chiaramente legato ai nostri comportamenti finanziari: quanti debiti contraiamo, se li saldiamo, se siamo stati protestati, se abbiamo acceso mutui, se siamo in regola con le rate.

E’ ancora presto per dire se il brevetto in questione si trasformerà in qualcosa che vedrà realmente la luce, ma di certo ancora una volta si capisce quanto aleatorio sia il concetto di privacy in rete.

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