Fumo è ormai la principale causa di morte in Italia

Un ennesimo controsenso all’Italiana: il nostro paese possiede il monopolio del tabacco, e quindi potrebbe scegliere in qualsiasi momento di ridurre la produzione di sigarette, a fronte di dati sempre più allarmanti legati al rischio del fumo, eppure si accontenta di lanciare allarmi e creare spot pubblicitari per dissuadere i fumatori dal loro vizio.

Secondo quanto afferma il ministero della Salute, che ha appena presentato una nuova campagna contro le sigarette intitolata: “Ma che sei scemo”, in Italia è la principale causa di morte: dai 70.000 agli 83.000 decessi l’anno e oltre il 25% di questi è compreso tra i 35 ed i 65 anni di età.

I fumatori in Italia sono circa 10,3 milioni (di cui 6,2 mln uomini e 4,1 mln donne) e l’iniziativa del ministero punta il dito contro il consumo e gli stili di vita, sottolineando come fumare faccia venire il cancro, danneggi chi sta intorno e possa portare alla morte: per la salute semplicemente quindi una cosa “scema”, da qui il titolo dello spot.

In più è in approvazione un nuovo decreto legge che prevede: divieto di fumo in macchina in presenza di minori e donne in gravidanza; pacchetti ‘occupati’ per il 65% della superficie con messaggi combinati, immagini shock e numero verde; divieto di fumo fuori dai reparti di pediatria e ginecologia; divieto di pubblicare i dati sul contenuto di catrame e nicotina (informazione considerata ingannevole); sanzioni più forti per chi vende sigarette ai minori fino al ritiro della licenza; divieto ai minorenni anche per le sigarette elettroniche, verifiche e controlli sui distributori automatici.

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