Gerry Scotti vuole ma non può rinunciare al vitalizio da senatore

Mentre alcuni ex deputati raccolgono firme per fermare il taglio dei vitalizi, che da anni si annuncia, ma mai concretamente si applica, a differenza delle nuove tasse e imposte che decurtano mese dopo mese gli stipendi dei lavoratori italiani, Gerry Scotti cerca di dare il buon esempio con un annuncio che non può che fargli onore, visto anche che, per di più, di quel denaro proprio non ha bisogno, vista la sua carriera di successo.

Il conduttore televisivo , dopo una breve parentesi parlamentare di 5 anni a Montecitorio con il Partito socialista, ha maturato 1.400 euro al mese di vitalizio.

Scotti dal primo momento non lo ha mai voluto, ma gli è sempre stato risposto che a quanto pare è impossibile rinunciarvi.

Lo showman scrisse a Renzi nel 2014 per farsi togliere il vitalizio, come racconta: “Lui disse ‘ci penso io, stai sereno!’ Poi è sparito, ora non so a chi telefonare. Però mi ha detto che prima o poi si attuerà un provvedimento per cui chi vuole rinunciarci dovrà solo firmare la rinuncia, punto e basta”.

Già nel 2014 Scotti ha annunciato che avrebbe dato in beneficenza il suo vitalizio da 1400 euro al mese, tuttavia, ha spiegato il conduttore, “vorrei che mi si dia la possibilità di rinunciare, il problema è che tutti gli altri non sono d’accordo, e ce ne sono di miliardari in pensione”.

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