Hater, l’app che accoppia sulle cose che si odiano

Eleonora Gitto

Si chiama Hater l’app che aiuta a creare coppie non sugli interessi in comune ma sulle cose che si detestano in comune.

Siamo abituati ai siti che raccolgono i dati degli iscritti per cercare le affinità di coppi, Hater invece ha un approccio completamente diverso: ci segnala e ci accoppia con chi detesta le stesse cose nostre.

L’ideatore della singolare app si chiama Brendan Alper, un personaggio decisamente interessante.

Intanto aveva lasciato il lavoro sicuro di bancario alla banca di investimenti Goldman Sachs per seguire la sua grande aspirazione: diventare un comico.

Un giorno in una delle sue performance in una battuta parlò dell’ipotesi di “ritrovarsi” sulle cose odiate e non su quelle amate.

Da allora l’idea ha cominciato a prendere copro fino a trasformarsi in una app. “Quello che odiamo è una parte importante di noi, ma spesso è nascosto sotto il tappeto, dalla nostra ‘persona pubblica’” – ha spiegato Alper -. “Vogliamo che le persone si esprimano più sinceramente. Inoltre, è molto più facile iniziare una conversazione se sai che tutti e due odiate i cetrioli”.

L’app funziona con un meccanismo simile a quello di Tinder, solo che al posto di scorrere foto di persone si scorrono argomenti. Con semplici gesti l’utente comunica se quella determinata cosa si odia o no.

Subito dopo l’app si mette a cercare le persone che odiano le stesse cose e le segnala all’utente primario.

“Gli appuntamenti dovrebbero essere divertenti, ma molte di incontri hanno perso di vista la cosa per strada. Hater vuole riportare il divertimento”, spiega l’ideatore.

Hater, però, anche se si basa sull’odio scoraggia i comportamenti negativi e gli argomenti proposti dall’app sono passati al vaglio con molta cura dallo staff.

Si legge sul sito dedicato all’app: “Hater non supporta le campagne d’odio né i comportamenti bigotti, specialmente contro razze, religioni o aspetto fisico”.

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