Il Papa all’Onu, stop alla guerra e più tutela per l’ambiente

Eleonora Gitto

Il Papa interviene all’Onu dicendo con grande forza stop alla guerra invocando una maggiore tutela per l’ambiente.

Ma il Pontefice non parla solo delle guerre in atto, fa un discorso a tutto tondo toccando moltissimi punti.

Se non fosse a capo di una religione, quello di Bergoglio si potrebbe definire un discorso politico.

Parla di non proliferazione delle armi nucleari, dei diritti dei più deboli, delle minoranze perseguitate, del ruolo delle Nazioni Unite, del narcotraffico, del rispetto della vita.

E parla anche di un aspetto estremamente importante della vita di ogni giorno, un aspetto sovente sottovalutato e ancor più spesso ignorato.

La parola chiave è “ambiente”, che Papa Francesco pronuncia innumerevoli volte nel corso del suo intervento. E, dobbiamo dire, con originalità.

Perché Francesco lega intelligentemente il discorso dell’ambiente a quello dei diritti e del diritto alla felicità, alle condizioni minime per una vita dignitosa.

La tutela e il rispetto per l’ambiente, dunque, come precondizioni per maturare una vita vivibile in tutto il globo, senza distruzioni e sfruttamenti inconsulti.

La tutela dell’ambiente per dare da mangiare a più persone, per dar loro da bere, per farle vivere, abitare e lavorare con dignità in ambiente salubri.

Insomma, l’ambiente vissuto come un tutt’uno con le nostre vite, una parte stessa, integrante delle nostre vite.

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