Insalata contaminata, dopo gli Usa allarme anche in Italia e Germania
Insalata contaminata, dopo gli Usa allarme anche in Italia e Germania

Nei giorni scorsi vi avevamo parlato di una grave epidemia di Escherichia Coli che stava  colpendo gli Usa, e l’alimento incriminato era nientemeno che la lattuga romana.

Nello specifico, ad oggi, cinque persone sono morte dopo aver consumato lattuga romana contaminata dall’e-coli e secondo quanto riferiscono i media americani, sono ormai 197 i casi segnalati in 35 Stati.

Si tratta della più grande epidemia di e-coli negli Usa dal 2006 quando furono contaminate 200 persone.

La lattuga romana proveniente dalla regione di Yuma, nell’Arizona, pare sia la fonte dell’ultimo focolaio, anche se la Food and Drug Administration sostiene che non si possono colpevolizzare il singolo coltivatore, distributore o regione.

I sintomi tipici sono problemi all’apparato gastrointestinale come diarrea, forti crampi e vomito. Nei casi più gravi si può anche verificarsi la sindrome emolitico-uremica (Seu) una grave insufficienza renale causata da un particolare ceppo di E.coli (STEC) che entra nel circolo sanguigno e colpisce proprio il rene (negli Stati Uniti sono stati colpiti da insufficienza renale 14 delle 52 persone ricoverate a causa dell’infezione).

L’E. coli è un batterio diffusissimo e non sempre «cattivo». Purtroppo esistono anche ceppi molto pericolosi di E. coli, come gli STEC, che hanno colpito negli Stati Uniti. Questi ultimi sono normalmente presenti nell’intestino dei ruminanti, in particolare i bovini, che sono però portatori asintomatici. Le loro feci possono, quindi, contaminare la carne e il latte durante la macellazione e la mungitura oppure i terreni, dove è coltivata l’insalata.

Ma l’insalata può essere contaminata anche da altri virus: proprio in queste ore, in Italia ed in Germania, si sta infatti diffondendo la paura per della insalata che potrebbe essere contaminata da salmonella.

Secondo le autorità, l’alimento prodotto nel nostro paese è stato messo in commercio in Germania da ormai alcuni giorni; sfortunatamente non si hanno ancora molte notizie per quanto riguarda l’Italia.

L’alimento preso in esame è composto da un mix di verdure incluse batavia rossa-verde e spinaci. L’analisi e la diffusione dell’allarme è stata data dal Rasff (sistema Europeo di allerta rapido per alimenti e mangimi) nella giornata del 5 giugno.

Il Rasff, dopo un’attenta analisi sul prodotto a rischio, ha deciso di emanare l’allerta attraverso la nota 2018.1545, nella quale le insalate mix vengono definite molto rischiose per la salute del consumatore perché contaminate da salmonella enterica ser. Typhimurium.

Non si conoscono ancora i lotti legati alla segnalazione del Rasff ma il consiglio è quello di evitare insalate confezionate e preferire i prodotti freschi, meglio se autoprodotti, a km 0 e acquistati dal contadino di fiducia.

Giovanni D’Agata, il presidente dello Sportello dei Diritti, si è espresso in merito al ritiro dell’alimento, non condividendo l’operato del Rasff. D’Agata ha, infatti, dichiarato che: ‘Il tempo trascorso dal rilevamento della presenza di salmonellosi (8 maggio) nelle verdure alla segnalazione del RASFF, dovuto sicuramente alla ricerca della ditta produttrice e distributrice del prodotto, è stato tale da permettere un’ampia diffusione dell’alimento contaminato in Germania e con tutta probabilità anche in Italia’.

In generale, i sintomi connessi alla trasmissione della salmonella enterica sono principalmente: diarrea, dolori addominali e crampi, vomito, nausea  e febbre.

La conseguenza principale di una condizione patologica causata da salmonella non curata è la febbre tifoide, una febbre particolarmente aggressiva. La mortalità è molto bassa, anche se anziani, bambini piccoli e persone debilitate presentano rischi superiori.

Angela Sorrentino

Laureanda, content writer professionista, in attesa di patentino giornalista pubblicista, si occupa principalmente di contenuti legati alla sanità italiana e alla tecnologia.

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