Insonnia, per combatterla il sesso è un ottimo alleato
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L’insonnia è un disturbo del sonno caratterizzato dall’incapacità di dormire nonostante l’organismo ne abbia il reale bisogno fisiologico. Questo è associato a un cattivo funzionamento diurno, con sintomi quali stanchezza, irritabilità, difficoltà di apprendimento, mancato consolidamento della memoria e una marcata perdita di interesse per lo svolgimento delle attività quotidiane.

L’insonnia altera il naturale ciclo del sonno, che può risultare difficile da restaurare. Alcuni insonni cercano di dormire nel pomeriggio o durante la sera, con il risultato di ritrovarsi molto vigili all’ora di dormire, aggravando l’insonnia.

Coloro che soffrono di insonnia lamentano di non essere in grado di prendere sonno o di dormire solo per pochi minuti, agitandosi nel letto durante la notte.

Il carattere invalidante che l’insonnia può assumere quando si protrae nel corso del tempo rende necessario intervenire. Una corretta igiene del sonno è indubbiamente il primo passo, ma non sempre è sufficiente, soprattutto se il disturbo si è radicato nel corso del tempo.

La psicoterapia cognitivo-comportamentale, ad esempio, si è rivelata particolarmente efficace per intervenire sui disturbi del sonno: essa consiste essenzialmente in una psicoeducazione, in un rafforzamento delle associazioni tra il letto e il momento di andare a dormire e in una ristrutturazione dei pensieri disfunzionali legati al sonno.

Insonnia, per combatterla il sesso è un ottimo alleato

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I disturbi del sonno, compresa la difficoltà ad addormentarsi, possono essere trattati anche tramite la prescrizione di farmaci. Un trattamento ideale per l’insonnia dovrebbe contribuire a migliorare la latenza del sonno, ad aumentare la durata del riposo notturno limitando il numero di risvegli e non presentando effetti collaterali negativi significativi come sonnolenza diurna o diminuzione della vigilanza.

Sono in fase di sperimentazione nuove terapie alternative che si basano sulla creazione di protocolli di psicoterapia specifici per l’insonnia ed accessibili facilmente a tutti grazie al web.

Un ricercatore, il Dr. Michele Lastella, ha recentemente scritto per la redazione di Adelaide Now affermando che un orgasmo potrebbe essere più utile di un qualsiasi tranquillante di sorta.

Da un sondaggio condotto su 460 adulti di età compresa tra i 18 e i 70 anni, il ricercatore ha riscontrato che è sempre più difficile “spegnere il cervello” prima di andare a dormire. E sottolinea che “esistono prove convincenti che suggeriscono di sostituire il tempo passato davanti ad uno schermo a quello dell’intimità”.

Quando fai sesso, non pensi a cosa fare il giorno dopo, non stai davanti ad uno smartphone. Ti distrae”, ha spiegato il ricercatore.

Ma conta anche che il sesso sia soddisfacente per i due partner.

Il Dr. Lastella ha infatti spiegato che la qualità del riposo non dipende dal rapporto in sé, ma dalla qualità raggiunta e dal livello di soddisfazione ottenuto. Da entrambe le parti. “Quello che abbiamo scoperto è che il 64% dei nostri intervistati ha dichiarato che dormivano meglio quando il sesso era con un partner e terminava un orgasmo”.

Ad avvalorare la tesi, anche uno studio condotto dalla Oxford Economics e dal National Center for Social Research, che confermano tale teoria attribuendo all’amore soddisfacente anche un plusvalore rispetto al denaro stesso: una buona notte di sonno e del buon sesso migliorano notevolmente il benessere di una persona, più di quanto il denaro potrebbe fare.

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