Italia sempre meno prolifica con mamme sempre più adulte

Da diversi decenni ormai il trend è lo stesso e non sembra destinato a cambiare rotta a breve: nel nostro paese si fanno sempre meno figlie, l’età media in cui si concepisce è sempre più alta, e le donne scelgono volontariamente di mettere al mondo solamente un figlio.

Secondo quanto si legge nel Rapporto sull’evento nascita in Italia 2013, pubblicato dal Ministero della Salute – Ufficio di statistica della direzione generale della digitalizzazione, del sistema informativo sanitario e della statistica, e realizzato attraverso i dati del flusso informativo Certificato di assistenza al parto (CeDAP) 2013, le mamme italiane sono sempre più anziane, ormai con un’età media che si avvicina ai 33 anni, e il numero di nascite continua a calare e si attesta a 503.272 nel 2013.

Di questi, ancora uno su dieci avviene in punti nascita con meno di 500 parti annui, soglia minima, secondo l’Organizzazione mondiale della sanità, affinché possa essere considerato ‘sicuro’.

La scelta del taglio cesareo ha percentuali notevolmente differenti tra le Regioni e ricorre a tale intervento il 37,3% delle madri italiane e il 28,5% delle madri straniere. Restando ancora su questo dato, nel 2013% il 20% dei parti ha interessato donne straniere, con la percentuale più alta 25% che interessa il Centro-Nord. Queste invece le percentuali sulle zone di provenienza delle madri: Ue (26%), Africa (25%), Asia (185), Sud America (18%).

I livelli più elevati di fecondità si registrano al Nord nelle Province Autonome di Trento e Bolzano e nel Mezzogiorno in Campania e Sicilia. Le regioni in assoluto meno prolifiche sono invece Sardegna, Basilicata e Molise. L’ 88,3% dei parti, ma con ampia variabilità regionale, avviene negli Istituti di cura pubblici o convenzionati, l’11,7% nelle case di cura private e solo lo 0,1% a casa.

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