Kepler, Missione K2: scovati 104 pianeti extrasolari

Eleonora Gitto

Il cacciatore di esopianeti della Nasa Kepler, coadiuvato dai telescopi giganti terresti, ha scovato 104 esopianeti.

L’unione fa la forza, e questo vale anche per il telescopio spaziale Kepler (Missione K2) che non essendo più in grado di fare tutto da solo per un componente andato fuori uso circa tre anni fa, ha chiesto aiuto ai telescopi terrestri.

E a quali? Ai migliori che esistono sulla terra: i due gemelli da 10 metri dell’Osservatorio del Keck, in cima al vulcano dormiente di Manua Kea (Hawaii); alla coppia di telescopi del Gemini Observatory, uno nelle Hawaii, l’altro in Cile, con le lenti che misurano 8 metri di diametro; il gigante di 2.4 metri robotico Automated Planet Finder che si trova in California; il LBT, il telescopio binoculare di Mount Graham, per un quarto di proprietà dell’INAF, che si trova in Arizona.

Fra i nuovi pianeti scovati da questa straordinaria “squadra”, ce ne sono quattro che hanno destato l’interesse degli scienziati.

Intanto si tratta di quattro pianeti rocciosi che fanno parte dello stesso sistema planetario. Poi le loro dimensioni sono simili a quelle della Terra, la differenza oscilla dal 20 al 50 per cento in più.

Con queste caratteristiche non si esclude che questi pianeti possano ospitare la vita.

Almeno questo è ciò che afferma Ian Crossfield dell’Università dell’Arizona, primo autore dello studio.

Un altro particolare di rilievo è che due di questi quattro pianeti ricevono un flusso di radiazioni paragonabile a quello che il Sole irraggia sulla Terra.

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