L’estinzione sarà il destino della specie umana

Ebbene sì, un giorno molto lontano saremo i protagonisti di libri di storia, alla pari dei dinosauri: si studieranno le nostre caratteristiche, le nostre abitudini, e si indagherà sulle cause che hanno portato la nostra “strana” specie all’estinzione.

Secondo una ricerca, pubblicata sull’autorevole rivista Science Advances, di tre famose università americane, Stanford, Princeton e Berkeley, veloce e ineluttabile sarà infatti la scomparsa del genere umano se le condizioni della Terra non dovessero cambiare radicalmente.

I tre atenei Usa hanno verificato che i vertebrati (famiglia in cui rientriamo anche noi umani bipedi) stanno scomparendo ad un ritmo che è 114 volte quello normale. Secondo uno degli autori della ricerca “stiamo entrando nella sesta grande estinzione di massa”. L’ultima risale a 65 milioni di anni fa, quando i dinosauri scomparirono probabilmente a causa dell’impatto di un enorme meteorite, che stravolse il clima del pianeta.

“Se non faremo nulla per fermare questo processo per la vita ci vorranno milioni di anni per riprendersi e la nostra specie sarà probabilmente tra le prime a scomparire”, ha spiegato alla Bbc il responsabile della ricerca, Gerardo Ceballos.

Tra le cause principali vanno annoverate il cambiamento climatico, l’inquinamento e la deforestazione.

3 comments
  1. Di tanto in tanto si postano ipotesi del genere che servono solo a diffondere fatalità e disimpegno anche se la velocità dell’impatto umano sulla biosfera supera di molto quello del ripristino naturale. Più verosimilmente potrà accadere non un’estinzione totale con nicchie di sussistenza assistita magari da megaserre climatizzate ma nel caso larga parte di umanità verrà sacrificata dalle potenze energetiche. In ogni caso meglio promuovere iniziative pro-vita sulla scia della Enciclica verde che registra il fallimento delle culture ‘illuminate’ che hanno confuso l’autoritarismo clericale con l’eredità filosofico-teologica che tanto ‘medievale’ non dev’essere stata se oggi il Cantico delle creature di Francesco d’Assisi è tuttora modello avveniristico….

  2. Meglio darsi da fare che paventare catastrofi anche se la velocità dell’impatto umano sul pianeta supera di molto il naturale ripristino. Urge un cambio fi paradigma culturale visto che la cultura antireligiosa dal secolo dei Lumi ad oggi ha confuso l’autoritarismo clericale con l’eredità filosofico-teologica che tanto medievale non è stata se oggi il Cantino di S.Francesco si proprone come meta avveniristica…

  3. I neomalthusiani hanno ragione.
    Conflitti, migrazioni, risorse allo stremo, guerre continue e impossibilità per alcuni paesi di uscire dalla crisi… prevedevano questo negli anni ’80 per i 30 anni a seguire.
    Hanno preso in pieno.
    Oggi prevedono la morte del 50% della popolazione mondiale entro il 2050 quando finirà la rivoluzione verde a causa della mancanza dei pesticidi e fertilizzanti derivati dal petrolio che rendono possibile per l’appunto la rivoluzione verde.
    Non l’unico effetto che influirà dato che i cambiamenti climatici condizionano pesantemente il meteo con fenomeni sempre più estremi e quindi riduzione della produzione.
    Da ciò ne conseguirà una carestia simile a quelle che si osservavano nel medioevo.

    http://nuove-energie-rinnovabili.blogspot.it/2014/04/la-rivoluzione-verde-e-biologico.html

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