L’osso nel pene che non c’è oggetto di uno studio antropologico 

Eleonora Gitto

Uno studio antropologico ha cercato di rispondere alla domanda: perché gli umani non hanno l’osso nel pene?

Molti animali, come noto, hanno un osso nel pene, seppur di dimensione variabile. Lo hanno, per esempio, i gatti, i cani e perfino i topi.

Il nome scientifico di quest’osso è baculum, che significa in Latino bastone. E come altrettanto noto, almeno si spera, i maschi appartenenti al genere umano non dispongono di altrettanta solidità.

Gli uomini, insieme alle scimmie ragno, alle quali certamente non saranno contenti di essere assimilati, sono gli unici primati a possedere solo il muscolo.

Ma fra i mammiferi, in realtà, ce ne sono diversi a non possedere l’osso: i rinoceronti, i cavalli, i conigli, le balene, gli elefanti, i marsupiali.

Un apposito studio realizzato dalla famosa University College di Londra, è stato pubblicato sulla prestigiosa rivista Proceedings of the Royal Society.

La ricerca conclude che l’osso nel pene si è evoluto nei mammiferi quasi 100 milioni di anni fa, mentre nei primati è presente da 50 milioni di anni.

Da questo momento in poi il cosiddetto baculum si è evoluto in maniera differenziata: è divenuto più grande in alcuni animali, più piccolo in altri.

Il professor Opie ritiene che gli uomini abbiano perso l’uso dell’osso con l’emergere della tendenza alla monogamia, con la comparsa dell’Homo Erectus, quasi 2 milioni di anni fa.

“Con la riduzione della concorrenza si hanno meno probabilità di avere bisogno di un baculum”.

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