Lucio Battisti, 19 anni dalla sua prematura scomparsa

Le sue melodie rimarranno per sempre patrimonio di tutta l’umanità, ed il suo pubblico, nonostante tutti gli anni già passati dalla sua prematura scomparsa, mantiene ancora vivo il suo ricordo nel cuore e la sua musica nei lettori musicali.

Lucio Battisti spirò quel tristissimo 9 settembre 1998: non è mai stata fatta chiarezza sulla effettiva malattia di Battisti. Nel bollettino medico ufficiale  si dichiarò che la morte era sopraggiunta in un “quadro clinico severo fin dall’esordio”; molti parlarono di un linfoma maligno ai danni del fegato, altri di glomerulonefrite, una patologia infiammatoria dei reni.

Quel che è certo è che la sua scomparsa, all’età di 55 anni, lasciò un vuoto non più colmabile nella musica italiana di cui era divenuto un gigante.

L’esordio di Battisti avvenne nel 1966 con il brano Adesso sì, presentato al Festival di Sanremo da Sergio Endrigo ma l’ingresso in hit parade avviene nel 1968 con Balla Linda.

La consacrazione arriva con il festival di Sanremo del 1969, al quale Battisti partecipa con Un’avventura. Gli Anni 70 vedranno Battisti al culmine della popolarità: per quasi un decennio i suoi album sono costantemente in cima alle classifiche di vendita.

Mai una canzone simile ad un’altra, mai un pezzo (anche i minori) che non avesse un tocco di originalità, mai un album che non contenesse almeno un paio di capolavori. Sapeva di essere rivoluzionario già negli anni in cui la sua acconciatura era più celebre della sua musica.

Nel 1973, caso raro nella storia discografica italiana, riesce a conquistare il primo e il secondo posto in classifica (con “Il mio canto libero” e “Il nostro caro angelo”), distanziando opere di respiro e successo internazionali come “The Dark Side of the Moon” dei Pink Floyd (3°) e “Don’t Shoot Me I’m Only the Piano Player” di Elton John (4°).

Nel 1976 annuncia a sorpresa il ritiro dalle scene e, negli Anni 80, interrotto il sodalizio con Mogol, Battisti si allontana sempre di più dal pubblico.

Le canzoni di Battisti sanno emozionare, perché scavano tra le esperienze che nascono e maturano tra le pieghe della vita vissuta, quella fatta di “discese ardite” e di “risalite”, per mutuare Io Vorrei… Non Vorrei… Ma se Vuoi…, uno dei tanti successi del duo Mogol-Battisti.

In totale, Battisti pubblicherà – nel periodo che va dal 1962 al 1998 – 20 album in studio: la storia vuole tuttavia che ancora oggi le sue canzoni vengano cantate e riproposte all’infinito, simbolo di un cantautorato illustre e mai anacronistico.

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