Microbi e batteri pullulano nei nostri letti più di quelli degli scimpanzé
Insonnia epidemia che costa miliardi in tutto il mondo

Abbiamo già avuto modo di parlare di quanto la nostra casa sia ricettacolo, nolente o dolenti, di milioni di microbi e batteri: la stragrande maggioranza di questi sono innocui ma naturalmente possono anche essere presenti alcuni ceppi dannosi o nocivi.

Grazie a Home Microbiome Project,  uno studio condotto dai ricercatori dell’Argonne National Laboratory e della University of Chicago e  pubblicato sulla rivista Science abbiamo addirittura una vera e propria carta d’identità dei batteri presenti nelle nostre abitazioni..

Gli scienziati, in particolare, hanno analizzato dettagliatamente i microbi che vivono in case e appartamenti, mostrando che le comunità microbiche domestiche rivestono un ruolo cruciale per la salute degli esseri umani e per la trasmissione delle malattie.

Gli scienziati hanno scoperto che il legame tra abitanti umani di una casa e popolazione batterica è così stretta che, dopo un trasloco, ci vuole meno di un giorno perché la nuova abitazione diventi in tutto e per tutto uguale a quella precedente, almeno a livello batterico. Il contatto fisico tra gli individui, naturalmente, gioca un ruolo cruciale: le coppie tendono a condividere molto più microbi rispetto agli altri.

Anche la presenza di animali domestici influisce sullo scenario: nelle case in cui vivono cani e gatti liberi di uscire all’aperto è molto più probabile trovare batteri che prosperano naturalmente in piante o terra.

Ma quali sono i luoghi dove germi e batteri pullulano di più?

La lavatrice può essere una fonte di batteri, arrivati dalla biancheria intima e dagli asciugamani. Detersivi, acqua fredda e calore dell’asciugatrice non riusciranno a  debellare i batteri fecali.

Anche il nostro spazzolino da denti è un nido di batteri di ogni tipo perché la nostra bocca ne contiene una quantità. La loro moltiplicazione eccessiva è responsabile della placca, dei problemi di gengive e di altre infezioni. Da qui la raccomandazione di cambiare lo spazzolino ogni tre mesi.

Alcuni microbi possono finire nei tubi e non riuscire a uscirne. Altri sono attratti dall’odore di putrefazione degli alimenti concentrati nelle tubazioni e si dirigono lì. Per una perfetta igiene, bisogna pulire i tubi con candeggina.

Ma cosa dire del letto? Se già una ricerca di qualche mese fa aveva illustrato come fosse necessario cambiare almeno ogni settimana le lenzuola per evitare infezioni, un nuovo studio arriva a dirci che spesso il letto nelle nostre case è più sporco di quello addirittura di un animale.

Nello specifico, secondo uno studio della North Carolina State University che ha valutato la presenza di microbi e gli artropodi trovati nei letti degli alberi che gli scimpanzé fanno ogni notte, il 35% dei batteri nei letti proviene proprio dal nostro corpo, e come se non bastasse lenzuola, coperte e materassi risultano più sporchi dei giacigli degli stessi scimpanzé.

Circa il 35% dei batteri presenti nei letti degli esseri umani proviene dal nostro stesso corpo, compresi i batteri fecali, orali e cutanei“, spiega Megan Thoemmes, ricercatrice dell’ateneo Usa.

Per completare lo studio i ricercatori sono andati in Tanzania dove hanno raccolto tamponi di 41 letti o nidi di scimpanzé. L’obiettivo era quello di testare la biodiversità microbica. Da questo lavoro è emerso che i letti degli scimpanzé avevano una biodiversità enormemente diversa da quella umana.

I loro giacigli, infatti, avevano una maggiore diversità di microbi che però riflettevano gli ambienti arboricoli dove sono stati trovati. Ma, a differenza che nei letti degli esseri umani, hanno individuato una minore probabilità di ospitare batteri fecali, orali o cutanei.

Secondo i ricercatori, i nostri letti sono anche il nido preferito degli acari, che qui trovano un ambiente umido, perfetto per la loro sopravvivenza. Ce ne possono essere 12 mila per ogni grammo di polvere e fino a un milione nel materasso.

«Si tratta di piccoli insetti che possono aggravare l’asma, esacerbare o provocare allergie, come rinite e orticaria», spiegano.

Per tenerli lontani è importante scegliere lenzuola di tessuti naturali, come il cotone o il lino, che hanno il vantaggio di essere traspiranti, lavandole a una temperatura minima di 60 gradi.

Bisognerebbe quindi prestare molta attenzione e cambiare le lenzuola ogni settimana. Anche lavarle ogni 9-10 giorni può essere sufficiente, ma meglio non andare mai oltre i 12 giorni.

Laureanda, content writer professionista, in attesa di patentino giornalista pubblicista, si occupa principalmente di contenuti legati alla sanità italiana e alla tecnologia.

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