Morbillo, allarmanti i numeri dei casi registrati nel 2017 in Italia

Il morbillo (dal latino morbus, malattia) è una malattia infettiva esantematica altamente contagiosa causata da un virus, il Paramyxovirusdel genere Morbillivirus.

Il decorso dell’infezione è caratterizzato da sintomi differenti: inizialmente ricorda un raffreddore, poi, nel giro di pochi giorni, dà luogo a delle macchie rosso-brunastre assai caratteristiche. Proprio la tipicità di queste macule fa sì che per la diagnosi del morbillo sia molto spesso sufficiente il solo esame obiettivo.

Il morbillo è una malattia che si diffonde facilmente per via aerea, soprattutto attraverso i colpi di tosse e gli starnuti delle persone infette. Può anche essere diffuso attraverso il contatto con la saliva o le secrezioni nasali. Nove persone su dieci che non sono immuni e condividono lo spazio in cui vivono con una persona infetta, saranno contagiate. Le persone sono infettive da quattro giorni prima a quattro giorni dopo l’inizio del rash. Nessun trattamento specifico è disponibile. La diffusione sul resto del corpo richiede uno o due giorni, mentre, per la completa scomparsa, bisogna attendere in genere dai 4 ai 7 giorni.

Il vaccino contro il morbillo è efficace nel prevenire la malattia. La vaccinazione ha portato ad una diminuzione del 75% dei decessi dovuti a questa malattia tra il 2000 e il 2013 e circa l’85% dei bambini a livello mondiale sono attualmente vaccinati. In epoca pre-vaccinale, il morbillo era invece endemico in quasi tutto il mondo e la maggior parte delle persone venivano infettate durante l’infanzia. Si verificavano focolai regolari a intervalli di 2 – 5 anni nella maggior parte delle popolazioni, e poche persone rimanevano sensibili oltre 20 anni di età.

Eppure oggi sembra che si sia fatto un salto indietro addirittura di alcuni decenni: il morbillo infatti rileva un aumento di casi decisamente pesante. Nel 2017 i casi in Italia sono stati 4.991, quasi sei volte quelli del 2016, con quattro decessi in totale.

Morbillo allarmanti i numeri dei casi registrati nel 2017 in Italia

Lo stesso virus che per la maggior parte dei bambini si risolve con qualche giorno a casa da scuola, può essere mortale per altri: per quelli cioè che non si sono potuti vaccinare a causa di altre patologie croniche e hanno un sistema immunitario estremamente basso.

Nello specifico, si sono registrate complicanze nel 35,8% dei casi e il range di pazienti varia da un giorno a 84 anni, con un età mediana di 27 anni. “Il 44% dei casi – si legge nel bollettino del ministero – ha portato al ricovero e in un ulteriore 22% ci si è rivolti al Pronto Soccorso”.

La regione Lazio è quella che ha riportato il tasso di incidenza più elevato (28,8 casi su 100mila abitanti), seguita da Piemonte (14,3/100.000) e Abruzzo (13,1/100.000).

Dati che non possono non rinfocolare la polemica contro i detrattori dei vaccini. Su Twitter l’attacco del deputato del Partito democratico Michele Anzaldi. “Salvini e Di Maio hanno ancora coraggio di attaccare il vaccino obbligatorio (e gratuito) introdotto da Governo? Farebbero bene a chiedere scusa e smetterla di volersi sostituire alla scienza”.

Susanna Esposito, ordinario di pediatria all’Università di Perugia e presidente dell’associazione mondiale per le Malattie infettive e i Disordini immunologici, ha commentato che «questi dati ci dicono che il morbillo è un problema enorme nel paese, non solo nei bambini sotto i 2 anni ma anche negli adolescenti e nei giovani adulti. Questo spiega l’importanza della legge che ha introdotto almeno l’obbligo per l’ingresso a scuola dei più piccoli».

Anche i numeri del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie, l’agenzia dell’Ue che si occupa della sorveglianza delle malattie infettive in Europa, bocciano l’Italia. In 20 Paesi su 27 la percentuale di vaccinati con la seconda dose è al di sotto del target considerato sicuro per interrompere la diffusione della malattia, ovvero il 95%.

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