Pentagono sotto attacco, i responsabili si cercano a Mosca

Al momento l’unica cosa che appare certa è che qualcuno è riuscito a violare dei sistemi così sofisticati, come quelli che possiede il Pentagono, riuscendo ad accedere a dati sensibili: come potremo mai noi comuni mortali sentirci al sicuro con i nostri dati in libera circolazione in rete?

Potenzialmente colpiti dal danno sono circa quattromila dipendenti, civili e militari, del ministero: nel mirino dei pirati informatici sovietici ci sarebbe il sistema di posta del Pentagono, che è stato messo fuori uso ed è stato offline per circa 2 settimane.

La cosa che forse spaventa di più è che i sospetti sembrano ricadere tutti su Mosca: Secondo fonti governative, gli indizi sinora analizzati evidenzierebbero responsabilità da parte di Mosca, anche se si attende un esame più approfondito per trarre conclusioni definitive. Le competenze messe in atto per compiere l’attacco sono tuttavia così sofisticate, che porterebbero a ricondurre l’attacco in maniera evidente al marchio di un soggetto statale estero.

Nel frattempo  l’Fbi ha inviato nelle scorse ore un messaggio di avvertimento in cui spiega che gli hacker stanno prendendo di mira “le agenzie governative Usa e le aziende private” sfruttando alcune vulnerabilità del programma Adobe Flash.

Quella vulnerabilità, scrive il Daily Beast che riporta per primo la notizia, è venuta a galla all’inizio del mese quando l’italiana Hacking Team – specializzata nella tecnologia per lo spionaggio informatico – è stata a sua volta vittima di un cyber-attacco che ha reso note le relazioni tra l’azienda e il governo Usa, così come una serie di regimi autoritari nel mondo.

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