Pescara, rabbia per il mare sporco e il divieto di balneazione

Legambiente proprio in queste ore ha lanciato l’allarme: le coste italiane sono sempre più inquinate, i mari sono sempre più invasi da liquami frutti di una mancata depurazione delle acque, e anche le zone da sempre considerate incontaminate si sono dovute arrendere alla bruta forza distruttrice dell’uomo.

Nel pezzo di costa al confine tra Pescara e Francavilla le analisi dell’Arta hanno costretto le rispettive amministrazioni a ordinare il divieto di balneazione nei pressi di Fosso Pretaro, per aver rilevato valori da record dei colibatteri, addirittura 20 volte superiori al limite massimo stabilito dalla legge per la sicurezza della popolazione.

A 100 metri dalla costa, al confine tra i litorali di Pescara e Francavilla, sono state trovate ben 5.200 unità per cento millilitri d’acqua di enterococchi, contro il limite massimo di 200 e 2.005 unità per cento millilitri d’acqua di escherichia coli, contro il tetto massimo di 500. Livelli così alti di questi due inquinanti, che indicano la presenza di acqua di fogna, non sono mai stati raggiunti in passato.

I divieti sono stati affissi già nella serata di venerdì, a poche ore dal ferragosto, e hanno creato rabbia e apprensione, in particolare tra i turisti.

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